“Tarquinia a porte aperte”

22 ottobre 2014 | 15:00
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“Tarquinia a porte aperte”

Un progetto per lo sviluppo delle professionalità  nell’ambito della fruizione turistica del Patrimonio Culturale

Il Faro on line – Nuove iniziative arricchiranno questa settimana il panorama di “Tarquinia a porte aperte”. Scuole e ragazzi al centro delle attenzioni con un progetto rivolto a contribuire allo sviluppo delle professionalità  nell’ambito della valorizzazione e della fruizione turistica del Patrimonio Culturale, con particolare attenzione al territorio della Tuscia e con la 9ª edizione di “Pagine a colori”, il festival della letteratura illustrata per ragazzi e bambini.

L’archeologia salirà  di nuovo alla ribalta con le ultime novità  relative alla valorizzazione del Tumulo del Re con una conferenza delle Università  di Torino e Roma Sapienza. Per la letteratura viene proposto l’incontro con lo scrittore Tiziano Torresi e il suo Alfredo Carlo Moro. Vivere nella Storia. 

Giovedì 23 ottobre dalle ore 9 alle 13, nella sala consiliare del Palazzo Comunale, sarà presentato il progetto “Professioni turistiche e beni culturali. Le tecniche per la valorizzazione e la fruizione del patrimonio culturale in ambito turistico”.
Il corso, organizzato dalla Società  Tarquiniense Arte e Storia e rivolto agli studenti del triennio superiore dell’IIS Vincenzo Cardarelli, vuole contribuire allo sviluppo delle professionalità  nell’ambito della valorizzazione e della fruizione turistica del patrimonio culturale, con particolare attenzione al territorio della Tuscia.

“Per un corretto approccio alle tecniche di fruizione – dichiara la dott.ssa Sabina Angelucci, ideatrice e curatrice del progetto – è fondamentale offrire allo studente le coordinate metodologiche per la conoscenza dei beni culturali e la loro distribuzione nel territorio, attraverso un processo formativo che prevede l’approfondimento di tematiche legate all’analisi storica, alla conservazione e alla valorizzazione.
Dalla definizione di Patrimonio Culturale, con la suddivisione nelle categorie di beni archeologici, architettonici, archivistici, storico-artistici, demo-etno-antropologici, ai cenni su tematiche di catalogazione, conservazione e interventi di restauro, si giungerà  all’analisi dei Beni Culturali del territorio che consentirà  la pianificazione delle attività  di fruizione.

Gli strumenti forniti nella fase propedeutica e l’analisi su campo, con rilievi fotografici e con ricerche archivistiche e bibliografiche, consentiranno l’elaborazione di itinerari turistici dei principali centri della Tuscia, anche in lingua straniera e nella forma di visita guidata virtuale, con l’applicazione di metodologie i nformatiche». Il progetto, patrocinato dall’assessorato alla Pubblica Istruzione e sostenuto dall’Università Agraria di Tarquinia, ha ottenuto il finanziamento della Regione Lazio. 

Il 25 ottobre , alle ore 16.30, nell’e Sala Capitolare degli Agostiniani di San Marco – Barriera San Giusto sarà  inaugurata la 9ª edizione di Pagine a colori. 
Sempre il 25 ottobre alle ore 18.30, nella sala consiliare del palazzo comunale, sarà presentato il libro Alfredo Carlo Moro. Vivere nella storia. – Raccolta di scritti che tracciano i contorni dell’impegno sociale, politico, culturale ed ecclesiale di uno dei protagonisti della giurisprudenza, della società  e della Chiesa italiane, curata da Tiziano Torresi. 

Il 27 ottobre, alle ore 17, nell’ex Sala Capitolare degli Agostiniani di San Marco, Barriera San Giusto, per l’evento Mediterranea. Incontri del lunedì, Laboratorio Culturale di archeologia, arte e architettura, ci sarà  una conferenza su “Il Tumulo del Re. Dallo scavo alla valorzzazione”.
Relatori: Alessandro Mandolesi (Università  degli Studi di Torino) e M. Rosa Lucidi (Università  Roma Sapienza).

Il progetto di valorizzazione Via dei Principi è promosso dall’Assessorato alla Cultura, Arte e Sport della Regione Lazio, dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Tarquinia e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale.
L’itinerario archeologico intende riunire in un unico circuito le grandi sepolture a tumulo presenti nella necropoli dei Monterozzi e nell’area attorno alla città  etrusca di Tarquinia, in luoghi dalla forte suggestione paesaggistica. Fulcro del sistema è il sepolcreto della Doganaccia, recentemente riportato alla luce dagli scavi archeologici dell’Università  degli Studi di Torino e della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale, e valorizzato da una serie di interventi destinati alla fruibilità del pubblico.