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Approvata la legge sul sistema educativo di istruzione e formazione

Tarzia: "Il provvedimento valorizza pienamente la libertà di scelta edcativa

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Il Faro on line – “Il provvedimento approvato oggi dal Consiglio regionale del Lazio è una proposta che viene dal basso, dall’ascolto tra istituzioni e operatori del settore, uno strumento richiesto dal territorio da molto tempo, che valorizza pienamente la libertà di scelta educativa, basato sulla centralità della persona e oggi più che mai necessario visto il percorso di riassegnazione delle competenze che una volta erano delle province e che oggi vanno ripartite tra regioni e governo centrale”. La afferma Olimpia Tarzia, vicepresidente della Commissione Cultura della Regione Lazio, dopo l’approvazione della legge ‘Norme sul sistema educativo di istruzione e formazione professionale.

“La legge è stringata e chiara, fa chiarezza nella materia e, soprattutto, mette i ragazzi nelle condizioni di poter ‘tornare indietro’, si lascia cioè aperta la possibilità al giovane di poter riprendere il percorso scolastico interrotto dopo un periodo di formazione professionale.

In questo modo – continua Tarzia – formazione professionale e istruzione scolastica diventano vasi comunicanti e non sono più mondi separati, ma strade dove le persone possono muoversiliberamente seguendo le proprie vocazioni. Al pari dei licei e degli istituti tecnici e professionali, il sistema regionale dei percorsi di istruzione e formazione professionale è chiamato ad assicurare percorsi di qualifica professionale, di durata triennale, percorsi di diploma professionale, di durata quadriennale e, eventuale ulteriore annualità, preparatoria per sostenere l’esame di Stato.

Condivido – conclude Tarzia – l’impostazione istituzionale del testo, perché si lascia la regione in capo al processo di regolamentazione e gestione del settore, si lascia che sia la regione a stabilire cosa devono fare i soggetti che erogano la formazione professionale e a stabilire chi ha le competenze necessarie per svolgere questo compito, ma poi si mettono sullo stesso piano le strutture pubbliche, gli enti accreditati e gli istituti professionali. Tutti concorrono al bene comune, è giusto che tutti siano sullo stesso piano”.

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