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Sanità: l’uscita dal commissariamento è più vicina

Gli atti aziendali rappresentano un passaggio essenziale per una nuova gestione della sanità del Lazio

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Il Faro on line – La Regione approva dopo anni d’attesa gli atti aziendali per le aziende sanitarie, l’ultima volta era accaduto nel 2008. Si pongono in questo modo le condizioni per garantire una nuova gestione del sistema sanitario regionale, con più servizi per i cittadini e più certezze per tutto il personale. In questi due anni la Regione ha portato avanti un grande lavoro per migliorare la sanità del Lazio, che si è basato su alcune tappe fondamentali: i programmi operativi, a luglio 2014; la firma del patto per la salute tra regioni e governo, sempre a luglio 2014; l’introduzione del regolamento ad nazionale che ha definito gli standard per l’assistenza ospedaliera, ad agosto 2014; la nuova rete ospedaliera, a novembre 2014; oggi l’ultimo passo, con la firma degli atti aziendali.

Tante le azioni intraprese: dal superamento delle macroaree alla costruzione della sanità sul territorio. Come? Attraverso il riequilibrio dei posti letto tra Roma e province, con le Case della salute, l’accordo con i medici di medicina generale, i poliambulatori aperti nel fine settimana e nei festivi, solo per citarne alcuni. Tra le altre cose i tempi dei pagamenti sono stati ridotti a 60 giorni e sono stati introdotti anche le ricette e i referti digitali. Nel 2014 la Regione è riuscita a ridurre il disavanzo a poco più di 340 milioni: l’obiettivo è quello di raggiungere entro il 2015 il pareggio di bilancio.

I nuovi atti aziendali rappresentano in questo senso un passaggio fondamentale per completare la riorganizzazione della sanità del Lazio e consentire di eliminare ogni forma di spreco, sovrapposizione e inefficienza, azienda per azienda. Con i 16 atti aziendali già approvati la Regione procede con l’eliminazione del 38% di Uoc, unità operative complesse, che passano da 1.774 a 1.090, con la conseguente riduzione delle relative posizioni dirigenziali, che passano da 1.123 a 656. Un modo per evitare la sussistenza di strutture spesso slegate dalle esigenze di cura e assistenza dei cittadini, come nel caso di unità operative complesse con un unico posto letto.

Proprio nei giorni scorsi, al termine della verifica sul piano di rientro, il tavolo tecnico del Governo ha deciso lo sblocco di 740 milioni per la sanità del Lazio: di questi, 500 derivano da risorse trattenute per le inadempienze degli anni 2011/12, e 240 dall’extragettito 2014. È un risultato storico per la sanita del Lazio, perché il disavanzo del 2014 si attesterà sui 340 milioni, la metà rispetto al 2013 e per la prima volta al di sotto del 5% del fondo sanitario regionale.

Al lavoro per arrivare pronti alla prova del Giubileo. Raggiungere il grande obiettivo dell’uscita dal commissariamento significa anche poter affrontare al meglio un impegno straordinario, come l’anno giubilare. Superare il commissariamento significa anche porre fine al blocco del turnover e procedere con la stabilizzazione delle prime 600 unità, per arrivare poi progressivamente alla stabilizzazione dei 2.700 precari della sanità dando finalmente il via alle nuove assunzioni.

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