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La maggioranza non riesce ad eleggere il Presidente del Consiglio Comunale

Il vice presidente del Consiglio Abate, lascia la carica alla prossima seduta comunale

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Il Faro on line – La crisi politica di Ardea in atto da circa un anno, ha riportato in vigore un vecchio saggio: “Nulla è più definitivo del provvisorio”. Questo infatti è quanto sta accadendo al consigliere del Pd Antonino Abate, il quale come vicepresidente del consiglio comunale, sta reggendo la presidenza  da diversi mesi in quanto la maggioranza non riesce a trovare un accordo sul nome di Fabrizio Acquarelli, il quale per essere il più votato dei consiglieri comunali con 1.000 preferenze,  chiede di essere votato come presidente del consiglio in sostituzione del dimissionario Massimiliano Giordani, dimessosi sei mesi fa per non affrontare in consiglio l’esito della sfiducia protocollata dai suoi colleghi.  

Una situazione che sembra essersi incancrenita tanto che la stessa maggioranza ha più volte fatto mancare il numero legale per l’elezione lasciando la reggenza in mano ad Antonino Abate. Cosa questa che il direttivo sezionale del Pd, a cui appartiene il presidente facenti funzione, ne ha chiesto le dimissioni non soltanto di Abate ma di qualsiasi consigliere che dovesse succedere ad Abate, anche se lo stesso Abate ha ricevuto il plauso non solo dei consiglieri del suo partito ma di tanti cittadini e politici molti dei quali ideologicamente a lui lontani.

infatti non si era vista una conduzione del consiglio comunale cosi rispettosa delle regole e puntuale nella gestione, il facente funzioni in virtù del suo ruolo, è riuscito a mettere in crisi la maggioranza inchiodandola a responsabilità dirette, facendo intervenire per più fatti la Corte dei Conti. Abate,  incurante di alcune  critiche mosse ad arte, proprio dalla corrente del Pd a lui contraria. Abate, ha  scoperchiato il vaso di “Pandora”, che copriva la pentola dei debiti fuori bilancio che porteranno a non poter redigere il bilancio; ha   portato alla luce documenti e fatture  relative all’appalto  della raccolta del porta a porta.  

Si potrebbe dire che è entrato in silenzio e sta facendo,  a dire di molti cittadini,  un capolavoro politico e di trasparenza. Non a caso la richiesta di dimissioni inviata ad Abate dal suo predecessore Massimiliano Giordani di Fi, sembra un pò pretestuosa avendo lui stesso con tutti i consiglieri di Fi fatto mancare il numero legale per eleggere Fabrizio Acquarelli. Come altrettanto pretestuosa quella dello stesso direttivo del Pd, che ne chiede le dimissioni.  
Per dovere di cronaca ricordiamo che se il 13 aprile in consiglio dovesse essere eletto il nuovo presidente del consiglio comunale Abate automaticamente esce di scena, in caso contrario, ligio alle direttive del partito, lo stesso si dimetterà venendo sostituito dal cugino di Massimiliano Giordani ovvero da Mauro Giordani, che anche questo dovesse dimettersi dovrebbe entrare Stefano Ludovici, per cui non si capisce cosa cambierebbe, a meno che nessuno dell’opposizione entra in consiglio e lascia il tutto in mano ad una maggioranza litigiosa e inconcludente, che comunque non potrà eleggere il presidente del consiglio non avendo il numero legale per aprire la votazione.

Luigi Centore

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