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La campagna di Asso Birra… una sconfitta per le donne

iL fARO ON LINE - Nelle ultime settimane Roma è tappezzata da immagini che riprendono donne sorridenti e tutte soddisfatte con un bel bicchiere di birra tra le mani. Si tratta della recente campagne di Asso birra  “ Birra io ti adoro” che, sempre secondo Asso birra,  la donna ritratta nei cartelloni è una donna moderna, indipendente, ironica, impegnata, che anche nella vita frenetica di tutti i giorni riesce a ritagliarsi dei momenti di piacere e socialità in cui il gusto della birra è complemento perfetto. 

“Birra io t’adoro” ha vinto il Premio Immagini Amiche come migliore campagna pubblicitaria nella categoria affissioni. Il riconoscimento è stato promosso dall’Unione Donne in Italia (UDI) e l’Ufficio d’Informazione in Italia del Parlamento Europeo con sede a Roma, in partnership con la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, il Dipartimento per le Pari Opportunità e l’Assessorato alla Scuola, Infanzia, Giovani e Pari Opportunità di Roma Capitale. 

Ispirandosi alla risoluzione del Parlamento Europeo del 2008 sull’impatto del marketing e della pubblicità sulla parità fra donne e uomini, ha l’obiettivo di contrastare la tendenza di televisione e pubblicità ad abusare dell’immagine delle donne fino a lederne la dignità, e di valorizzare una comunicazione da parte di pubblicitari e aziende committenti che, al di là degli stereotipi, veicoli messaggi creativi positivi e una creatività socialmente responsabile.  Il Premio, giunto alla quinta edizione, è stato consegnato Roma, presso l’Auditorium del Museo dell’Ara Pacis, alla presenza della Presidente della Camera Laura Boldrini, del Sindaco di Roma Ignazio Marino. 

Peccato però, che non tutte le donne bevono oppure sono astemie  di fatto è un pò triste avere una parità uguale gli uomini che bevono e tutto sommato l’immagine della donna esce sconfitta:  come a dire che una donna per essere se stessa deve fare una bevuta di birra, il giorno metto la maschera “ma poi con l’alcol esce la parte migliore di  me”. Tra l'altro l'immagine della donna legata a un bicchiere di birra veicola un pessimo messaggio  alle adolescenti alle quali generalmente i genitori raccomandano sempre di " non bere".  Il sabato sera ai pronto soccorsi arrivano spesso ragazzi ubriachi anche a causa della birra. Va da sé che in questa campagna la donna non sia stata rappresentata nella giusta maniera, ma esce con un messaggio fuorviante specie per quelle ragazze più vulnerabili  che potrebbero emulare la ragazza sul cartellone (bevo quindi sono). Ci sembra eccessivo e molto pericoloso.

Ci sorprende come le istituzioni non abbiano capito che  il binomio donna – alcol è fortemente diseducativo e non corrisponde al vero. Era davvero una campagna da premiare? Meditate gente.. meditate….
Roberta Tito
 

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