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Presentato il “Documento strategico” propedeutico al Piano Energetico della Regione

Legambiente: “Bene impegno della Regione, ora si individuino obiettivi alti e subito piani per riqualificazione energetica degli edifici"

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 Il Faro on line – È stato presentato il “Documento strategico” propedeutico al Piano Energetico della Regione Lazio da parte del governatore del Lazio, Nicola Zingaretti e dell’assessore regionale all’Ambiente Fabio Refrigeri, alla presenza del Ministro all’ambiente Gian Luca Galletti. Il piano energetico sarà costruito in base allo scenario che verrà scelto tra tre ipotesi di lavoro: la prima pone un’asticella molto alta, il 24% di riduzione dei consumi e il 20% di produzione da rinnovabili (legata alla Conferenza di Parigi).  La seconda, in linea con la strategia europea 20-20-20 ha come obiettivi  il 20% di riduzione dei consumi e il 17% di produzione da rinnovabili. Infine la terza ipotesi, in linea con il Decreto Burden Sharing,  pone come obiettivo solo l’11,7% di produzione da rinnovabili per la Regione Lazio.

Il presidente Zingaretti ha lanciato l’ennesima sfida ai territori: quella di scrivere assieme il nuovo assetto energetico del Lazio per farne la Regione guida del Paese. Partendo dal rispetto dell’ambiente, si punta a rafforzare l’economia e a creare nuovi posti di lavoro. Il modello che si vuole costruire è quello della produzione distribuita: non più mega centrali inquinanti, ma tanti micro impianti, anche domestici, in rete tra loro e con sistemi di stoccaggio e accumulo dell’energia prodotta in surplus. Inoltre potremmo anche incidere sulla salvaguardia e sul rispetto ambientale, particolarmente evidente in molte città della Regione con un’alta concentrazione di polveri sottili.

Sull’applicazione di questo nuovo modello di Economia potrà certamente incidere anche la riforma dei consorzi industriali. Con la Proposta di Legge depositata nei mesi scorsi, infatti, per la prima volta vengono introdotte le Apea, aree in cui le aziende possono unire i processi produttivi  per avviare un’economia chiusa e circolare in cui gli scarti industriali invece di essere smaltiti diventano materia prima.

In questo quadro, Frosinone è già ora la provincia laziale dove si produce più energia rinnovabile (in termini di KWh) grazie alla presenza di 2125 impianti fotovoltaici, 32 centrali idroelettriche, 6 impianti di biomassa e 4 eolici. Un sistema che ora, con il nuovo Piano Energetico, va aggiornato, rilanciato e messo in rete, partendo da un politiche studiate e costruite dal basso.
 
“Un passo avanti per tutti i territori che arriva dopo 14 anni dal vecchio piano. Possiamo diventare la Regione con la più forte economa green del Paese, e per farlo abbiamo tre strade da intraprendere. Su quale scegliere, saranno chiamati a dire la loro direttamente i cittadini, rappresentati da Enti Locali, associazioni, Università, sindacati e soggetti pubblici e privati in una consultazione aperta e trasparente. Dipenderà quindi da tutti il futuro energetico, ambientale ed economico del Lazio, grazie alla partecipazione di oltre 500 diversi soggetti. L’obiettivo è presentare il piano entro il 2015, a 14 anni di distanza dall’ultimo, risalente al 2001” – commenta così  Daniela Bianchi, consigliera Regionale del Gruppo “PD”.

Legambiente, ha chiesto con forza che non sia un piano accademico e con inutili proiezioni al 2030, piani di questo tipo ci sono già stati anche nel Lazio e non affrontano realmente le criticità, non concretizzano le politiche né tanto meno, rispondono con decisione alle necessità ambientali del territorio.

“Il piano deve lavorare su regole certe su tutte le fonti rinnovabili a nostra disposizione e sull’efficienza energetica – dichiara Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio -. Aspettavamo questo piano da tanto tempo e ora dobbiamo poter immaginare il futuro energetico della regione fatto di fonti rinnovabili ed efficenza energetica, fuori dal fossile, puntando ad un panorama senza più mega impianto come Montalto di Castro o la centrale a carbone di Civitavecchia. Puntare sulle rinnovabili significa infatti creare un futuro più sostenibile e nuove opportunità di lavoro. La regione individui ora un’agenda dei primi 100 giorni in cui concretizzare obbiettivi veloci per dare il vero input al piano, passando dalla sostituzione dei tetti in amianto con il fotovoltaico, ad un piano pluriennale per l’acquisto di treni e bus ecologici che elimino auto dalle strade, ad un corpo di provvedimenti straordinari per l’efficientamento energetico degli edifici nelle periferie delle città. Il piano regionale individui poi regole chiare e veloci per l’istallazione di impianti anche di piccola entità, con meccanismi di gratuità e snellimento burocratico per aumentare la quota di energia ottenuta da fonti alternative.”

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