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Il Save the Dream Day, per la 31° giornata del Campionato di calcio, di Serie A

Per il secondo anno consecutivo, sarà promossa la purezza dello sport, in aiuto dei Paesi del mondo, dove maggiore è la difficoltà dei ragazzi di praticarlo e viverlo

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Il Faro on line – Quella del 18, 19 e 20 aprile sarà una giornata speciale per il calcio italiano. Ancora una volta, il Campionato tricolore sarà il palcoscenico di una importante iniziativa, che ieri, 17 aprile, presso la Sala Giunta del Coni, è stata presentata durante una conferenza stampa, organizzata dallo Studio Ghiretti, a cui hanno partecipato le personalità importanti dello sport nazionale ed internazionale.
In questo caso, alla presenza di Giovanni Malagò, Presidente del Coni, Mario Pescante, membro del Cio, Mohammed Hanzab, Presidente Icss, Massimiliano Montanari, Direttore delle Relazioni Esterne e Cooperazioni Internazionali della Icss, Massimo Achini, Presidente del Centro Sportivo Italiano, Mons. Melchor Sanchez de Toca, Sottosegretario Pontificio Consiglio della Cultura, Honey Thaljieh, fondatrice e capitana della Nazionale di calcio palestinese e testimonial Save the Dream, Stefano Del Piero e Andrea Zorzi, campione del mondo di volley nel 1990 e nel 1994 e testimonial volontario del Csi, è stato presentato il Save the Dream Day, che per la 31° giornata della Serie A Tim 2014/2015, è stato dedicato al sostegno del volontariato internazionale del Centro Sportivo Italiano.

Per il secondo anno consecutivo, con il patrocinio della Lega di Serie A, il calcio nostrano farà da cassa di risonanza ad un progetto che in tutti gli stadi di Serie A, sarà proposto nella campagna Save the Dream – for the purity of sport. In questo caso, prima del fischio d’inizio di tutte le partite in programma, sui vari tabelloni degli impianti italiani, saranno proiettati alcuni videoclip, accompagnati dai messaggi audio, riguardanti gli scopi di questa iniziativa, che per la prima volta quest’anno, è stata rivolta all’impegno del volontariato internazionale, svolto appunto dal Csi. I bambini in campo faranno da cornice a questa presentazione, sfilando insieme ai campioni del calcio italiano, indossando delle maglie che riporteranno i loghi della campagna e accompagnandosi ad uno striscione dedicato. Anche gli allenatori delle squadre parteciperanno. Lo faranno, ricevendo una spilla “Save the Dream”, che sarà loro consegnata. In modo che possano fornire un contributo mediatico fondamentale.

Sempre il calcio è un ottimo veicolo di comunicazione, all’interno di progetti importanti, che hanno l’obiettivo di migliorare la società civile e divulgare i valori dello sport. E quest’ultimo rappresenta il canale ideale, attraverso cui, messaggi umanitari e fondamentali alla crescita di un mondo più sano e virtuoso, possono essere divulgati. 
Il volontariato internazionale, inserito in questo progetto, è rivolto ai ragazzi e alle ragazze che desiderano apportare il loro prezioso aiuto e collaborazione, in quei paesi del mondo, in cui la solidarietà, è maggiormente sentita e dove ce n’è più bisogno. Il Csi in questo caso, impegnato ad esempio, sul fronte di Haiti, ha fatto in modo che questa iniziativa, possa essere estesa anche al Camerun e all’Albania. Luoghi in cui i volontari internazionali potranno andare e dare il proprio umano contributo.

Questo è quello che può fare un pallone, che scivola su un campo verde, insieme alle emozioni e ai sogni che esso genera. Il Csi per il mondo è un ideale in crescita e la campagna globale di Save the Dream, che si manifesta grazie anche all’impegno dell’ente di promozione sportiva italiano, che si avvale dell’appoggio dei fondatori di questa iniziativa. Non solo, il Centro Internazionale per la Sicurezza dello Sport, che ha lanciato questo progetto, ma anche del Comitato Olimpico del Qatar, il Qoc. 

Sono coloro che da sempre seguono questo sport, ad essere i destinatari di questo messaggio, in modo da poter dare un’educazione sportiva ai tantissimi giovani, che in molti paesi del mondo praticano sport, con passione, ma con tantissime difficoltà, non solo logistiche, ma anche sociali e umane. A poterli aiutare, non saranno solo gli innesti dei volontari, ma anche la forza dell’etica e dei valori dello sport stesso. 

Alessandra Giorgi

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