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3° Rapporto sui crimini agroalimentari in Italia

La Coldiretti esprime preoccupazione per quanto il settore agroalimentare venga contraffatto

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Il Faro on line – Il prossimo 23 aprile, presso la Scuola di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, si svolgerà – alla presenza del Comandante Generale della Guardia di Finanza, Gen. C.A. Saverio Capolupo – l’approfondimento del “3° Rapporto sui crimini agroalimentari in Italia”. L’evento – organizzato in collaborazione con Coldiretti, Fondazione Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare ed Eurispes – sarà dedicato ad analizzare il particolare fenomeno delle cd. agromafie, di grande attualità e di forte interesse operativo, in quanto investe ambiti sempre più complessi ed articolati dell’agricoltura e del sistema agroalimentare, dove il modello mafioso è da tempo rigenerato nelle forme tipiche della criminalità economica. Le tematiche oggetto di approfondimento e dibattito saranno affrontate da un panel di autorevoli relatori.

Dalle conclusioni del 3° Rapporto Agromafie: “Mentre scriviamo l’Italia si prepara all’evento mondiale di Expo 2015 dedicato a “Nutrire il pianeta, energia per la vita” un evento storico che dovrebbe mobilitare il meglio della nazione, una vetrina internazionale irripetibile per l’Italia, un’opportunità unica per presentare al mondo le eccellenze e la straordinarietà del nostro Paese a tutti i popoli: paesaggi, luoghi, vegetazione, terre, cibo e alimentazione, in altri termini un patrimonio di bio ed agro-diversità che è apprezzato ed invidiato dal mondo intero.” Il 3° Rapporto “Agromafie” sui crimini agroalimentari in Italia elaborato da Coldiretti, l’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare – Fondazione di Coldiretti ed Eurispes, evidenzia che l’agroalimentare rappresenta un terreno privilegiato di investimento della malavita organizzata e non”.

“Si tratta di un’analisi sulla dimensione crescente del fenomeno e sulle sue evoluzioni più pericolose, quali l’affidamento di capitali puliti a circuiti illegali, gli interessi dei colletti bianchi, le infiltrazioni malavitose dalle campagne alla ristorazione, il business della sofisticazione e della contraffazione. Tutto questo non solo distruggendo la concorrenza ed il libero mercato legale e soffocando l’imprenditoria onesta ma compromettendo in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto di minare profondamente la salute dei cittadini e l’immagine dei prodotti italiani”.

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