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Oskar Groening, il contabile di Auschwitz ha chiesto scusa

Il Faro on line - Il contabile di Auschwitz, Oskar Groening, ha chiesto scusa. L’uomo, che oggi ha novantatré anni e sulla cui testa pende l’accusa di complicità nello sterminio di trecentomila persone nel campo di sterminio di Auschwitz  e che rischia una condanna minima a tre anni, ha chiesto perdono all’apertura del processo a suo carico a Lueneburg, nella Germania settentrionale. Le accuse contro il contabile si riferiscono al periodo che intercorre fra maggio e giugno 1944, quando nel lager arrivarono 137 treni con a bordo 425mila ebrei ungheresi, 300mila dei quali furono subito mandati nelle camere a gas.
Groening, ha fatto il suo ingresso in tribunale appoggiato ad un deambulatore e, dinnanzi ai sopravvissuti della Shoa ed ai parenti delle vittime sessanta delle quali si sono costituiti parte civile ha detto: "Chiedo il vostro perdono, non vi è dubbio che moralmente sono colpevole. Se sono colpevole anche penalmente spetta a voi deciderlo".

Il compito di Groening, secondo l’accusa, era quello di raccogliere e registrare i beni materiali e il denaro agli ebrei nei campi di concentramento prima fossero mandati nelle camere a gas per poi inviarlo al quartier generale delle SS a Berlino.

Nato in Bassa Sassonia era entrato come volontario nelle SS a ventuno anni. Poco dopo il suo ingresso nelle SS era stato assegnato al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Fu arrestato dagli inglesi poi, poco dopo la fine della Guerra fu rilasciato. Groening si trasferì, con moglie e figli, a Lueneburg, dove iniziò a lavorare in una fabbrica di vetro. Il contabile non ha mai fatto mistero del suo lavoro precedente anzi, l’ha raccontato in molte interviste spiegando che lo faceva per smentire chi negava la realtà dell'Olocausto e di essere stato testimone degli orrori che avvenivano nel lager. Ha precisato, inoltre, di non aver mai preso parte attiva nel massacro dei prigionieri.

E’ stato possibile mettere sotto accusa Groening solo dopo che la giurisprudenza tedesca ha ampliato il concetto di complicità nello sterminio dei prigionieri dei lager nazisti nell'ambito del processo contro John Demjanjuk, condannato nel 2011. Nel lager di Auschwitz-Birkenau, che oggi è il simbolo dei crimini del nazismo, sono morte più di un milione di persone, in gran parte ebrei.
Daniela Pozone
 

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