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“La Ventotene che vorrei”, il movimento giovanile per rinnovare la politica

"Ventotene alternativa". Un progetto centrato sulla qualità della vita, su un'Amministrazione trasparente e la tutela ambientale"

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Il Faro on line – La Ventotene che vorrei è un movimento giovanile che vuole contribuire al processo di innovazione politica, culturale e programmatica grazie all’incontro di liberi cittadini, provenienti da diverse esperienze che si riconoscono in un altro modo di vivere, pensare e programmare l’isola. Gli inglesi lo chiamerebbero Think tank, noi, molto più semplicemente pensiamo che l’impegno civico sia fondamentale, perché non esistono soluzioni di destra o di sinistra, ma solo soluzioni buone per l’isola. Un progetto di una Ventotene alternativa, centrato sulla qualità della vita degli isolani, su una qualificata e trasparente azione degli amministratori e su un più attento uso della risorsa ambientale in chiave lavorativa e conservativa. Gli organizzatori hanno ritenuto necessario allargare gli orizzonti, prevedendo necessariamente la condivisione e la partecipazione degli isolani alle scelte strategiche per il futuro, attraverso strumenti come la progettazione partecipata.
 
Le loro idee per l’isola, vogliono essere concrete, realistiche e prive di enfasi e retorica: una visione del territorio, basata sulla sostenibilità, sulla riqualificazione, e incentivando il riuso di ciò che esiste in termini di volumi edificati. Investire in modo consistente sui servizi sociali sviluppandoli in modo innovativo verso interventi partecipati di comunità che vadano oltre l’assistenzialismo e ripropongano un momento di scambio “servizi/tempo per la collettività”. Stop alle grandi opere e impegno di risorse per un grande piano di manutenzione e rilancio paesaggistico sostenibile del territorio, incentivando l’utilizzo di fonti rinnovabili quali minieolico, solare ed energia delle maree.

Questi sono alcuni spunti dai quali intendono ripartire e chiedono inoltre ai Ventotenesi; agli amanti dell’isola;  ai frequentatori abituali; agli isolani “naturalizzati”, di contribuire a creare e condividere un progetto semplice, sostenibile, chiaro, condivisibile, concreto.

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