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M5S: “Alla politica del Governo, la Scuola risponde con uno sciopero il 5 maggio”

Il consigliere Menditto: "Si rischiano i servizi primari e la chiusura degli Istituti"

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Il Faro on line – “Stavolta Renzi ha dato il meglio di sé. Dopo aver gettato le basi per l’ulteriore degrado dell’ambiente e del paesaggio con lo Sblocca Italia, dopo aver reso più facili i licenziamenti ingiustificati con il Jobs Act, dopo aver  ulteriormente tagliato i trasferimenti ai Comuni con la Legge di Stabilità – dichiara Dario Menditto consigliere comunale M5S – mettendo a rischio i servizi primari e compromettendo la spesa per le fasce sociali più deboli, con la Buona Scuola è riuscito nell’ardua impresa di riunire quasi tutte le sigle sindacali per quello che potrebbe essere il più grande sciopero della storia della scuola italiana, tanto che chiuderà la stragrande maggioranza degli istituti”.

“Allo sciopero indetto per il 5 maggio dai Cobas, si sono infatti aggiunte molte altre sigle sindacali, alcune delle quali negli ultimi anni si erano mostrate pressoché sorde alle tante riforme che hanno minato la scuola pubblica alla base, tanto da far scivolare l’Italia all’ultimo posto nella classifica Ocse per la spesa per l’educazione in percentuale sulla spesa pubblica. Ma si dà il caso che quella di Renzi sarebbe davvero la botta finale, un misero tentativo di barattare 150 mila assunzioni, che poi sono state anche drasticamente ridimensionate, in cambio di una scuola-azienda – prosegue Menditto del M5s – in balia di un preside-sovrano che si sceglie i docenti ed influisce sulla didattica e sui poveri premi retributivi, con buona pace della libertà di insegnamento che va a farsi benedire. Tutto ciò ovviamente mentre si continua a ridurre i finanziamenti alle scuole pubbliche e ad aumentare quelli alle scuole private”.

“Si potrebbe obiettare che governare è un compito difficile – conclude Menditto M5S – ma se è vero che la coperta è corta e non si può accontentare tutti, è anche vero che proprio non si capisce chi di questi tempi riesca a dormire al caldo. Che siano sempre i soliti pochi privilegiati?”.

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