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Tomaino: “Fiumicino sta perdendo l’autonomia. Non possiamo restare inerti”

L'INTERVISTA - L'ex assessore di centrodestra analizza il momento politico-amministrativo della città. E promette battaglia

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Il Faro on line – E’ stato protagonista della vita politica cittadina come consigliere e assessore del centrodestra; ha fatto esperienza anche in Provincia. Il suo nome più volte è stato accostato a una candidatura da sindaco per Fiumicino. Ma da quando Montino è stato eletto, è uscito un po’ fuori dall’agone politico. Eppure era considerato uno degli esponenti locali più preparati. Ci siamo posti dunque la domanda di cosa stesse facendo, e soprattutto di come stesse vedendo l’attuale situazione politica locale. Stiamo parlando di Anselmo Tomaino, attualmente difficile da catalogare come appartenente a un partito o movimento…

Due anni fa il responso delle urne. E oggi? “Oggi non è più possibile stare in disparte attendendo segnali di vita da un’amministrazione che sta dimostrando tutta la sua inconcludenza e approssimazione. Abbiamo accettato due anni fa il responso delle urne risponde Tomaino – consapevoli degli errori commessi e curiosi di vedere come e quanto sarebbe migliorata la nostra città con una nuova maggioranza che avrebbe ridato slancio all’attività amministrativa, innalzato la qualità della vita e riportato un po’ di speranza alle imprese e ai lavoratori di Fiumicino.
“Lei ha ragione nel dire che per un po’ sono rimasto fuori dalla luce dei riflettori della politica locale, ma l’ho fatto per lasciare tempo alla nuova Giunta di programmare e a avviare cose che aveva garantito in campagna elettorale. Una scelta che ho fatto non dettata dal buonismo, ma dal segnale che l’elettorato ci aveva mandato con il risultato elettorale… Ora però forse è arrivato il momento di fare delle considerazioni riguardo il percorso a dir poco disastroso che Montino e la sua maggioranza stanno compiendo alla guida del nostro Comune”.

A cosa si riferisce? “Non ho alcun interesse a contestare quelle poche cose fatte dall’amministrazione Montino, c’è infatti un consiglio comunale composto da maggioranza e opposizione che hanno modo di confrontarsi su questo, e una cittadinanza in grado di osservare e giudicare. Mi riferisco invece al fatto che è necessario denunciare politicamente in modo chiaro e netto come Fiumicino, da città autonoma e importante nello scenario regionale, stia rapidamente regredendo a nuova periferia di Roma Capitale. Montino e il Pd sembrano interessati più a garantire a Roma un territorio utile per le sue emergenze e i suoi bisogni piuttosto che battersi per le necessità del nostro comune”.

Cioè? “Non mi è ancora chiaro – prosegue Tomaino – se paghiamo le difficoltà personali di un sindaco che sembra avere sempre meno libertà di azione, se siamo una città sacrificabile sull’altare dei giochi interni al Pd per rafforzare la fronda romana anti-Renzi di cui Zingaretti e Marino sono tra i conduttori, oppure se si tratta di una volontà precisa  già inclusa nella scelta del Pd di candidare Montino”.

Ma in cosa evidenzia questa sua riflessione? “Gli aspetti più evidenti sono la fine di qualsiasi forma di partecipazione dei cittadini, singoli o associati, alla vita politico-amministrativa del nostro comune, e la sostanziale perdita di autonomia amministrativa della nostra città. Più che un sindaco eletto dai cittadini sembra esserci un commissario inviato dal Pd”.

Scusi, ma resta sempre sul vago. Cosa c’è che non l’ha convinta? “Beh, appare evidente che l’innalzamento della qualità della vita, le migliaia di assunzioni di precari all’aeroporto e in Comune, la battaglia senza quartiere al degrado urbano, il tunnel sotto il canale navigabile a Fiumicino e quello sull’Aurelia ad Aranova, l’azzeramento delle consulenze, la messa a regime in tempi rapidi della raccolta differenziata e altre cose ancora, fossero solo slogan da campagna elettorale”.
Torniamo al quel concetto di autonomia espresso prima. E’ preoccupato?“Di più, sono arrabbiato. E’ intollerabile, e secondo me non può più passare sotto silenzio, la grave perdita di autonomia nelle scelte amministrative a vantaggio di strategie romanocentriche. Un sindaco con problemi personali poi, affiancato da una giunta composta da assessori politicamente deboli o non integrati col territorio, fa si che alcune scelte effettuate o comunque subite, diano il senso dell’impotenza di questo Comune di fronte alla Capitale: penso  alla centrale unica per gli appalti trasferita alla Città metropolitana di Roma, alla situazione del centro Ama di Maccarese, al dietrofront imposto sulla storia dello sviluppo aeroportuale. Tutti esempi di quanto sia limitata l’autonomia governativa del sindaco Montino”.

Ha parlato quasi esclusivamente di politica, senza peraltro entrare troppo nelle vicende quotidiane della città… E adesso che cosa ha in mente di fare? “Politica, nel senso più nobile e ampio del termine. Nessuno può realisticamente pensare che resteremo fermi e silenti di fronte al rischio di perdere quell’autonomia che ha trasformato Fiumicino da lontana e dimenticata periferia romana in una delle città più importanti della regione Lazio”.
Angelo Perfetti

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