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Accorpamento: si passa da 35 società a 6

Previsti a regime 40 milioni di risparmi, 32 milioni di entrate potenziali

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Il Faro on line – Presentato il piano di razionalizzazione delle società regionali, una vera e propria rivoluzione che consentirà di risparmiare, tagliare gli sprechi e migliorare i servizi per i cittadini. In questo modo la Regione applica la legge che impone a Regioni e enti locali di predisporre il Piano di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie.Risparmi e semplificazione. Nuovi risparmi, ma soprattutto partecipazioni societarie semplificate al massimo su un numero limitato di società che operano nei settori strategici. L’obiettivo è che siano completamente autonome dal punto di vista economico e finanziario. In questo modo la Regione può anche assolvere al meglio alla sua funzione di coordinamento e programmazione.

Da 35 a 6 società. Al termine dei processi di accorpamento e di dismissione la Regione avrà solo 6 partecipazioni dirette, di cui 4 avranno un ruolo strategico nei settori del Trasporto pubblico, Mobilità, Sviluppo Economico e Sistemi informativi e funzioni amministrative. Le altre due potranno essere eventualmente dismesse al completamento delle proprie attività specifiche.

Sviluppo economico. Ad occuparsi di queste attività sarà la società Lazio Innova. In questo caso si passa da 6 società che facevano capo a Sviluppo Lazio e che erano così articolate: 3 nel settore dello sviluppo, Sviluppo Lazio, Filas e Bic, 2 nel settore del credito, Bil e Unionfidi e 1 che si occupava della formazione del personale del servizio sanitario regionale. L’unica società consentirà di aumentare la qualità della gestione, dell’efficienza organizzativa e dell’efficacia degli interventi.

Sistemi informativi e funzioni amministrative. Anche per questo ambito il Piano prevede la fusione delle due società, Lait e Lazioservice, in un unico soggetto: tutto questo comporterà uno snellimento degli organi amministrativi e di controllo e la creazione di sinergie tecniche, organizzative e gestionali. Il piano prevede anche l’accorpamento di ASAP, l’associazione che opera nel campo della formazione, aggiornamento, qualificazione e perfezionamento del personale della Regione.

Trasporto pubblico locale e mobilità La prima fase di razionalizzazione prevede la scissione della società Cotral Patrimonio, che confluirà in parte nella società Cotral spa, per quanto riguarda mezzi e depositi, e in parte nella società Astral spa per le altre attività. Astral svolgerà le funzioni di agenzia per la mobilità oggi svolte da AREMOL, le attività di progettazione, realizzazione, manutenzione e gestione della rete viaria regionale. Per quanto riguarda la soppressione di AREMOL, la Giunta regionale ha approvato una proposta di legge.

Nel 2018 40 milioni di euro di risparmi. Quando l’intera operazione andrà a regime, nel 2018, la Regione avrà raggiunto circa 40 milioni di risparmi: 27 milioni dalle società dello sviluppo, nel biennio 2015-2017, 4,8 milioni già tagliati e 8,1milioni all’anno dalle altre attività di riordino, a partire dal 2018. 32 milioni le potenziali entrate che saranno ricavate attraverso le dismissioni delle quote societarie detenute dalla Regione. Il piano, come prevede la legge, è stato già trasmesso alla sezione di controllo competente della Corte dei Conti e pubblicato sul Burl e sul sito istituzionale della regione; diventerà attivo entro dicembre 2015.

Sui rifiuti la Regione da ente gestore a ente regolatore: Attualmente la Regione detiene il 100% di Lazio Ambiente, il Piano prevede l’ingresso in partnership di un primario operatore del settore per la gestione degli impianti industriali. Per quanto riguarda le gestione dei servizi di raccolta dei rifiuti solidi urbani spetterà ai Comuni decidere se entrare in Lazio Ambiente con l’acquisizione di quote societarie o trovare nuovi gestori mediante procedure di evidenza pubblica, salvaguardando i livelli occupazionali. Il ruolo della Regione nel settore dei rifiuti sarà, quindi, quello di ente regolatore e non gestore.

“Questa è la seconda grande rivoluzione della Regione Lazio rispetto alla presenza di quell’immenso arcipelago di società che ha caratterizzato la vita della Regione negli ultimi venti anni- lo ha detto il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: nel 2013 con una legge operammo una prima grande semplificazione, soprattutto per quanto riguarda le società legate allo sviluppo. Questo piano interviene su tutto il resto e sono esclusi da questa opportunità di riordino gli enti regionali e le agenzie ma su questo terreno ci sono già in Consiglio altre proposte di legge come la semplificazione dell’Ater” –ha detto ancora Zingaretti.

“La predisposizione del Piano, in linea con quanto previsto dalla legge di stabilità nazionale, ci consente di operare un’ulteriore e importante riorganizzazione delle società regionali in maniera chiara, trasparente e con tempi certi”- lo ha detto Alessandra Sartore, assessore al bilancio.

“L’obiettivo è arrivare al 2018 con aziende più grandi, più efficienti, più forti, per poter competere meglio nello scenario post 2018 delle gare”- è il commento di Michele Civita, assessore ai Trasporti e ai Rifiuti.

“Abbiamo già inviato al Consiglio regionale la riforma delle Ater, con i tratti salienti, il passaggio da sette a una, con tutta una diminuzione di cda pari a 68 postazioni di governance, senza però diminuire quella che è l’efficacia territoriale, in quanto conserviamo tutte e sette le sedi territoriali dal punto di vista dell’operatività”- è il commento di Fabio Refrigeri, assessore alle Politiche Abitative, Infrastrutture e Ambiente.

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