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L’INTERVISTA – Valerio Aspromonte, la scherma: la passione di una vita 

Il campione olimpico di fioretto, delle Fiamme Gialle, racconta la sua carriera e l’emozionante vittoria, a Londra 2012

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Il Faro on line – E’ uno dei cavalieri dello sport gialloverde. Il coraggioso paladino che sale in pedana e guarda l’avversario negli occhi. Valerio Aspromonte veste la divisa delle Fiamme Gialle, già ormai da 10 anni e, questo Gruppo Sportivo per lui, è una famiglia : “Mi hanno preso all’età di 18 anni. Sono state e sono tutt’ora, una seconda famiglia. Ho sempre tutto a disposizione. E’ un grosso benefit”. Nel panorama sportivo italiano, le organizzazioni militari ricoprono un ruolo fondamentale, per la crescita e lo sviluppo, non solo delle singole discipline, ma anche dei moltissimi campioni di livello assoluto, che vestono le loro divise. 
Sono 530 in Italia e lo scorso 24 aprile, il Coni ha rinnovato il suo accordo con il Ministero della Difesa, per prolungare la sua collaborazione fino al 2017. 

Il fiorettista, della sezione scherma del Centro Sportivo di Castelporziano, tanto ha conquistato, non solo vestendo la divisa gialloverde, ma anche quella titolatissima, della Nazionale, con cui ha calcato le pedane di tutto il mondo. Valerio fa parte della schiera di quegli eroi della scherma italiana che ad ogni appuntamento, non mancano di mantenere la loro promessa di campioni. Anche per lui è stato così e lo è ancora. E quando confida le sue sensazioni di atleta e di uomo,  per i lettori de Il Faro, è in procinto di ricevere un riconoscimento importante, da parte della Guarda di Finanza : “E’ il nono anno consecutivo che vengo premiato. Mi rende felicissimo, vuol dire che tutti gli anni, vado bene”. 

Ed il motivo per cui, lo scorso 21 aprile, si trovava alla Caserma del Comando Generale, per ricevere il suo encomio morale e personale, risiede proprio in uno di quegli appuntamenti sportivi, che insieme ai suoi compagni di squadra, ha saputo onorare : “Insieme agli altri ragazzi, abbiamo cercato di esprimere il meglio, per conquistare la medaglia a squadre – Valerio racconta il duello imbracciato, alla Coppa del Mondo, a Kazan, del luglio 2014. E continua – Siamo partiti molto bene, abbiamo poi stoppato con la Cina, che aveva schierato una formazione nuova, di ottimi giovanissimi. Abbiamo tuttavia perso l’assalto, ma poi lo abbiamo vinto contro la Russia, per il terzo ed il quarto posto”. E’ stata per questa occasione, che Valerio insieme, non solo al suo compagno di squadra gialloverde, Giorgio Avola, anch’esso fiorettista plurimedagliato, ma anche con Andrea Baldini e Andrea Cassarà, ha conquistato quel suo prezioso bronzo, che lo ha portato a ricevere il riconoscimento dalle Fiamme Gialle e ad accrescere il suo palmares individuale : “Siamo stati contenti di essere tornati con una medaglia al collo”.

E’ consuetudine per lui, arricchire una bacheca personale che, nel tempo, si è riempita di trofei e medaglie. Sia in ambito giovanile, che assoluto. Per questa categoria, sono state 5, le medaglie vinte ai Mondiali. Tra di esse, spicca l’oro a squadre, di Budapest 2013, dove si è replicato, vincendo anche un bronzo individuale. A Parigi, nel 2010, ha conquistato un argento a squadre, come la stessa medaglia, è giunta anche a Catania, l’anno successivo, nel Mondiale in casa. Nel 2014, un’altra medaglia di bronzo è arrivata, a Kazan. 
Agli Europei, per tre volte, è salito sul primo gradino del podio, per la specialità a squadre. Non solo a Lipsia 2010, ma anche a Sheffield 2011 e Legnano 2012. A Lipsia ha anche ottenuto il titolo individuale, di vice campione europeo, conquistando un argento ed a Strasburgo nel 2014, ne ha aggiunto un altro, ma a squadre. In Coppa Europa, per due volte ha ottenuto l’oro a squadre, come altrettanti bronzi, per la stessa specialità. Ai Giochi del Mediterraneo, nell’edizione del 2013, ha vinto un bronzo individuale. Per 11 volte, ha vinto l’oro a squadre in Coppa del Mondo Assoluta e per due volte, lo ha fatto, nella specialità individuale. E nel 2012, è giunto anche l’oro olimpico.

E’ sempre stato il fioretto, il suo stile di riferimento. Un incontro importante nella sua vita, che non lo ha più lasciato: “Ho cominciato a praticare il fioretto, grazie al mio maestro, Salvatore Di Naro”.
Sicuramente uno stile bellissimo dei tre della scherma, che ben si sposa con la sua determinazione e tenacia. Tuttavia, come lui spiega, la sua indole sportiva si sarebbe mostrata bene, non solo con un altro tipo di scherma : “La mia personalità si sarebbe espressa anche con altri armi della scherma. Si esprime con essa e grazie ad essa, riesco a mostrare quelle particolarità che ha ognuno di noi, ma anche nella pratica di altre discipline da combattimento, la mia determinazione si sposa bene con questi sport”. 

Questo suo lato del carattere, sale con lui in pedana : “Forse sono più irruento rispetto ad un altro atleta – continua Valerio nella sua riflessione personale – un atleta che magari, è più attendista”. Ogni campione mostra il suo sport in base alle sue inclinazioni caratteriali, ma il suo cuore coraggioso, è sempre lì pronto a lottare per conquistare il risultato e portare a casa, una prestazione eccellente : “Quando sono in pedana, penso a fare bene la mia gara ed a nient’altro”.

E’ fondamentale per uno schermitore, tenere alto il livello di una concentrazione, che non deve mai diminuire : “Cerco di concentrarmi il più possibile, su quello che devo fare. Il minimo errore, può cambiare il risultato finale”.
Un momento di distrazione può modificare una gara e annullare interi mesi di allenamento: “Gli assalti arrivano sempre alla fine. Tu non puoi mai perdere un colpo e la concentrazione, è fondamentale”. E cosa succede se, ad un secondo dalla fine, quel punteggio combattuto, registra il pareggio con l’avversario ? Valerio lo chiarisce in questo modo, senza mezzi termini : “Stringi i denti”.

Un cavaliere in battaglia deve sempre farlo e continuare a dimostrare di essere il migliore. E’ qui che l’atleta cresce e si forma come uomo. Sono questi i benefici che apporta lo sport praticato. Mette alla prova te stesso e quello che sei. Facendoti sbocciare come adulto : “Da bambino, affronti tutto, con quella spensieratezza naturale, che poi crescendo, ti abbandona. Ed è normale. Quando cresci, hai tante cose da perdere. Più il gioco si fa difficile, più aumentano le responsabilità”.

Il campione Aspromonte, salendo in pedana e affrontando avversari fortissimi, ha costruito quella corazza da guerriero e acquisito quell’esperienza, che lo portano sempre ad esprimere grandi prestazioni di stile. Nel suo fioretto innato e compagno di vita, tanto ritrova di se stesso e tanto ha potuto realizzare. Anche il sogno più importante. L’aspirazione massima di tutti coloro che, iniziando a praticare una disciplina sportiva da bambini, li accompagna e li trascina a crederci, fino in fondo : “Ho raggiunto molti obiettivi che mi ero prefissato. Un mio grande desiderio era quello di andare alle Olimpiadi e di vincerle. E l’oro a Londra, lo ha avverato”.
E’ accaduto nel 2012 e Valerio insieme a Giorgio Avola, Andrea Baldini e Andrea Cassarà, ha impresso la sua orma nell’Olimpo e conquistato il titolo più importante e suggestivo : “Arrivare a quel punto e vincerlo, poi con questa squadra, è stato straordinario. Una grandissima soddisfazione”. 

I Giochi di Londra
sono stati molto proficui per la spedizione azzurra e la scherma italiana, ancora una volta, anche nella categoria femminile, non ha  fatto mancare il suo segno indelebile. Tuttavia, come succede per tutti i campioni che hanno dimostrato di essere i migliori, e come lo sport, insegnante e metafora della vita, trasmette, occorre sempre confermare di esserlo, in armonia con i suoi principi : “E’ stata una gioia infinita per me, vincere le Olimpiadi. Ma devi riconfermare sempre. Hai delle responsabilità in più”. 
In questo caso, anche la sua preparazione in allenamento è cambiata : “Riprendere il ritmo in qualifica olimpica, è sempre difficile. E’ cambiato l’obiettivo finale dei miei allenamenti. Prima era quello di vincere le Olimpiadi ed in seguito, lo hai ancora e sicuramente, ma lo costruisci, in maniera diversa”. 

Quando confida il mondo della sua scherma e di se stesso, in pedana, Valerio, seduto nella Sala Sante Laria del Comando Generale della Guardia di Finanza di Roma, racconta di trovarsi già in preparazione mondiale e pre olimpica : “Siamo a Norcia in ritiro, in vista delle due ultime tappe della Coppa del Mondo, a San Pietroburgo e a Shangai. Sono le prime due di qualifica olimpica, in vista di Europei e Mondiali”.
E’ questo il mondo di un campione olimpico che moltissimo ha conquistato nella sua carriera sportiva e tanto, ancora, ha voglia di vincere. Il cavaliere Aspromonte non indietreggia e si farà trovare ancora pronto, di fronte all’avversario e in guardia.
D’altronde, è la scherma il suo vestito e la passione di una vita: “Oltre che una passione ed il mio sport, che pratico con impegno, è diventata la mia vita ed il mio lavoro”. 
Ed è questo il suo amore per la scherma ed espresso, non solo attraverso il suo fioretto : “Faccio quello che mi piace, sin da quando ero bambino. Fortunatamente”.

Alessandra Giorgi

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