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Un 1° maggio ricordando gli insegnamenti e la determinazione di Elsa Bertero

Caiazza (CdLT Cgil): "Ricordare il suo impegno perché la sicurezza sul lavoro divenga materia di insegnamento in tutte le scuole"

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Il Faro on line – Ieri mattina si è tenuta l’ormai tradizionale manifestazione del 1° maggio, promossa dal Comune di Ladispoli, dedicata alle “morti bianche”, alle vittime di incidenti sul lavoro. Nel discorso che ho svolto, in rappresentanza della CdLT Cgil, ho ricordato la Segretaria Generale della FIOM di Civitavecchia, Elsa Bertero – afferma Cesare Caiazza del CdLT Cgil Civitavecchia, Roma Nord Viterbo – scomparsa nel novembre dell’anno passato e la sua proposta, il suo impegno per fare in modo che la sicurezza sul lavoro divenga materia di insegnamento in tutte le scuole di ogni ordine e grado, ad iniziare dalle elementari.
Un modo per contrapporre alla cultura dominante del neo liberismo e del profitto i valori del lavoro, della sicurezza nel lavoro, il primato della vita e della dignità di ogni persona, di ogni lavoratore”.

“Parlando di Elsa – continua Caiazza – la mia memoria è andata al 1° maggio dell’anno passato quando, insieme a lei, animammo, come Cgil e Fiom territoriali, un’importante manifestazione davanti il Cantiere della Privilege occupato, per mesi, dai lavoratori.
Una delle vertenze più dure nella quale, come in tutte le altre, Elsa non si è risparmiata mettendoci dentro tutto il suo cuore di sindacalista passionaria.
Vertenza che proseguirà, anche per non tradire la tenace lotta della quale Elsa è stata protagonista, a partire dal nuovo presidio dei lavoratori previsto per il 4 maggio p.v. in concomitanza della riunione del Comitato Portuale. Una protesta inevitabile, finalizzata a chiedere al Comitato Portuale atti conseguenti in ragione delle ulteriori inadempienze della Privilege che non sta rispettando gli impegni assunti, a partire dal pagamento – entro il 30 aprile u.s. – dei debiti verso le ditte locali.

Tornando alla manifestazione di ieri mattina, nel corso del mio intervento ho anche sottolineato come il 1° maggio rappresenta tante cose e per questo dovremo abituarci a denominarlo, nel gergo corrente, più che festa, giornata dei lavoratori e delle lavoratrici. Soprattutto in questa stagione segnata (per quanto riguarda il nostro Paese e in maniera ancora più pesante il nostro territorio) dalla perdita di lavoro e dall’aumento della disoccupazione. Se analizziamo, infatti, il territorio del Distretto RM F 1 (Civitavecchia, S. Marinella, Allumiere e Tolfa) partendo dal dato Istat del 2013 che indica il 15% di disoccupazione (circa due punti e mezzo superiore rispetto al dato nazionale) e il 50% di inoccupazione giovanile (5% in più rispetto alla media della nazione) possiamo desumere, in ragione degli sviluppi dei dati certificati a livello nazionale, una disoccupazione ad oggi nel Distretto RM F 1 intorno al 17%, con una punta del 53% per quanto attiene a quella giovanile.  

Una condizione che risulta ancora più pesante in ragione di una fascia di popolazione in età da lavoro, nel Distretto F 1, marcatamente più bassa rispetto alle medie nazionali e regionali e dal fatto che (anche in controtendenza rispetto alle medie nazionali, della regione Lazio e della ex provincia di Roma) assistiamo, da anni, ad una progressiva decrescita (riduzione del numero e delle attività) delle imprese nel comprensorio di Civitavecchia”.

“Insomma conclude Caiazza – una condizione specifica e peculiare sulla quale varrebbe la pena indagare a fondo e che, comunque, è in prevalenza il frutto  della crisi che si protrae da circa 8 anni e delle politiche sbagliate degli ultimi governi (succubi dell’austerità imposta dalla Troika). Governi che, come con particolare cinismo e spregiudicatezza sta facendo quello attuale presieduto da Renzi, anziché prodigarsi per recuperare risorse volte allo sviluppo e alla piena occupazione, si accaniscono nel colpire i diritti dei lavoratori. E’ la prima volta che celebriamo, dal 1970, un 1° maggio senza quella norma fondamentale di civiltà e di dignità del lavoro quale era l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.
I lavoratori hanno meno diritti, il Governo ha scelto di stare dalla parte dei padroni e del profitto assumendosi anche la responsabilità, nel legiferare e nel dare via libera alla ulteriore compressione dei diritti, di ridurre (direttamente o indirettamente) le tutele connesse alla sicurezza nei luoghi di lavoro.Contro queste derive, con le quali si cerca di azzerare le conquiste frutto della oltre centenaria storia del movimento operaio, dobbiamo continuare a batterci per riaffermare quanto sancito da tutti gli articoli della Costituzione in tema di lavoro, di sicurezza sul lavoro, di diritti e dignità del  lavoro.  
E’ un Buon viatico l’aver visto, ieri sera a Roma, in P. S. Giovanni, centinaia di migliaia di giovani entusiasmarsi sulle note di “Bella Ciao”, canzone simbolo della Resistenza dalla quale nasce la nostra Costituzione fondata sul lavoro”.

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