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Sel: “Uniti contro ‘La buona scuola’ di Renzi”

Possanzini (Sel): "Anche noi aderiremo allo sciopero della scuola del 5 maggio. La scuola pubblica è un diritto che non si deve perdere"

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Il Faro on line – “Il Governo Renzi, in totale continuità con i Governi passati, continua lo smantellamento della scuola pubblica. Sinistra Ecologia e Libertà X Municipio, con determinazione e convinzione, aderirà allo sciopero del 5 Maggio, parteciperà e sosterrà attivamente tutte le iniziative messe in campo per contrastare questo mostruoso progetto di demolizione della scuola pubblica. Dobbiamo essere uniti, compatti, e costruire insieme alle forze sane del nostro paese una risposta concreta al fine di salvaguardare, valorizzare, rilanciare, la scuola pubblica. Va fermato, senza se e senza ma, il mostruoso obbiettivo di aziendalizzare la scuola, promosso dalla riforma Giannini attraverso il disegno di legge “La buona scuola” – dichiara Marco Possanzini, coordinatore Sel Municipio X.

“Per far questo – conclude Marco Possanzini – dobbiamo costruire una proposta alternativa e condivisa, capace di rilanciare e valorizzare uno dei nostri patrimoni più preziosi, la scuola pubblica. Investire sulla scuola significa investire nel futuro del nostro paese, per questo crediamo sia indispensabile un investimento nella scuola pari al 6% del Pil nazionale (in linea con quanto in media investono i paesi Ue).
Così come crediamo sia fondamentale portare l’obbligo scolastico a 18 anni, ripristinare il tempo pieno e il tempo prolungato, costituire classi di non più di 22 alunni (numero che diminuisce in presenza di alunni con disabilità), abrogare la riforma Gelmini, finanziare interamente la scuola con soldi pubblici, così da evitare la creazione di scuole di serie A e B, garantire la libertà di insegnamento, garantire la laicità dell’istruzione, stabilizzare i precari che ne hanno diritto e un costruire un piano straordinario di assunzioni per il personale Ata con la cancellazione dei tagli Gelmini. Non si esce dalla crisi, non si può costruire un futuro prospero, senza investire nell’istruzione”. 

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