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Maggioranza e opposizione nella Torre di Babele

Più dialogo eviterebbe ai politici locali di scivolare nel ridicolo. A tutto beneficio dei cittadini

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Il Faro on line – Quando si parla di coppie si dice che ci sia bisogno della volontà di entrambi per arrivare a superare un problema. La regola vale anche quando la dicotomia non è tra singole persone ma tra gruppi di esse: italiani e stranieri, governi e governi, maggioranza e opposizione. Ecco, vale la pena soffermarsi un attimo su quest’ultima fattispecie, a noi più vicina.

Il vero problema del sistema politico di questa città è che le campagne elettorali durano… cinque anni. Nel senso che una volta che gli elettori hanno decretato il vincitore, si dovrebbe sotterrare – e così non è – l’ascia di guerra e cercare di costruire qualcosa dialogando. Questa parola va studiata: deriva dal greco dia-logos. “Logos” significa ragione, significato, e anche parola. “Dia” significa “in mezzo a” o “per mezzo”. Quindi dia-logos vuol dire che ragione o significato non sono il monopolio di una parte ma affiorano nel rapporto o nella comunicazione tra le parti.

Ciò che manca dalle nostre parti, purtroppo, è questa consapevolezza: la parola non viene “ascoltata” ma classificata per principio “contraria”, e dunque nessuno fa un passo per andare a colmare la distanza esistente. Si parla ma non ci si capisce, come in una moderna Torre di Babele. Il risultato è che si continuano ad usare i toni della campagna elettorale, alzare barricate, bearsi dei facili applausi dei supporter che vivono sui social network, senza fare un passo in avanti rispetto a quell’arricchimento (per tutti) che solo il dialogo (quello vero e non di facciata) può dare.

Chiariamo: è fisiologico che in alcuni casi i toni della disputa si alzino, ma è singolare che in due anni non ci sia praticamente mai stata una buona idea dell’opposizione da fare propria in Consiglio; così come è curioso che – stando ai comunicati – in circa 24 mesi di governo non ci sia stata un’azione meritoria da parte di questa Amministrazione. Chiariamo ancora meglio: il confronto non può essere spinto fino al punto che l’opposizione incide sulle scelte dell’Amministrazione rispetto a dove destinare dei fondi o a quale strategia mettere in campo settore per settore. Ma sui grandi temi, quelli che cambiano la qualità della vita di interi quartieri se non addirittura dell’intera città, forse si potrebbe fare qualcosa di più.

E evidente anche ai più miopi che il problema è di approccio politico, da entrambe le parti. In questo senso l’apertura che la consigliera Onorati ha fatto rispetto ai problemi della rete idrica del nord può essere uno spunto da cogliere al volo, per dare un senso nuovo al modo di gestire un territorio. Certo, serve scrollarsi di dosso la ruggine elettorale, abbassare un po’ il livello di prosopopea e mettere in campo per chi ne ha l’intelligenza, politica e personale. L’invito è a provarci, per il bene dei cittadini. Che così sapranno anche valutare meglio lo spessore dei singoli. Forse arriverà qualche post in meno su facebook, ma si contribuirà a far crescere il tessuto sociale.

Anche perché, in mancanza di questo, si è costretti a rincorrersi a suon di comunicati stampa il più delle volte drammaticamente vuoti; con la minoranza arrampicata pericolosamente sugli specchi per fare propaganda strumentale, e la maggioranza costretta – a volte sfiorando il ridicolo – a mettersi una medaglia al petto come se avesse inaugurato il ponte di Brooklyn anche quando stende per terra un tappetino colorato e un tubo di stoffa.
Angelo Perfetti

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