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Rifiuti, Intervista all’ex Presidente del Consorzio Axa Gilberto Magrone

"L'Ama sapeva dall'inizio di non riuscire a funzionare la raccolta differenziata"

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Il Faro on line – “I consorziati non ne possono più” – ha esordito Gilberto Magrone – “di vedere tutti i giorni le montagne di immondizia sparsa per terra attorno ai cassonetti stracolmi”.

Si vuole unire anche lei al coro delle proteste?
“Di più! Voglio che tutti sappiano ciò che mi ha confidato la settimana scorsa un conoscente, dipendente della Multiservizi, nota municipalizzata del Comune di Roma nonché stretta collaboratrice dell’AMA, con particolare riguardo al nostro quartiere, Axa, e alle zone che ci riguardano più da vicino, cioè Infernetto, Casalpalocco e Acilia”.

A che proposito?
“A proposito del disservizio della raccolta AMA, che crea disagio, per non usare parole più pesanti, nell’assistere quotidianamente al via vai di persone, per lo più provenienti dai quartieri limitrofi, che vengono a buttare sacchi su sacchi della loro spazzatura nei nostri cassonetti, provocandone in poche ore un sovraccarico mostruoso, così il resto viene lasciato per terra, sparso sui marciapiedi”.

Gli ha fatto notare che spesso alcuni di noi provano a chiedere spiegazioni a questi “scaricatori” per il loro comportamento?
“Certo, e gli ho anche raccontato le loro risposte. Il più delle volte dicono che i secchielli per la differenziata sono troppo piccoli e che comunque spesso non vengono neppure svuotati con regolarità, così, non sapendo dove mettere la spazzatura in eccesso, invece di tenerla davanti ai cancelli vengono a scaricarla negli unici cassonetti rimasti in zona, cioè quelli dell’Axa”.

E cosa ha risposto il suo interlocutore?
“Che era previsto che fosse così”.

Come?! Previsto?!
“Sì. Per problemi gestionali interni, l’Ama sapeva dall’inizio di non riuscire a far funzionare in maniera decente la raccolta differenziata, per cui i dirigenti hanno pensato bene di creare delle zone “cuscinetto” dove mantenere la raccolta con il vecchio sistema dei cassonetti. Questo proprio per permettere ai residenti dei quartieri dove invece è stata introdotta la differenziata, di scaricare i loro rifiuti, “differenziati” non raccolti o in eccesso, nei cassonetti di quelle aree che ne sono ancora dotate. L’Axa è appunto una di queste aree”.

In merito, le ha rilasciato una dichiarazione ufficiale?
“No, purtroppo era solo una confidenza tra i denti” – ha concluso sospirando Magrone – “però lui mi è parso molto ben informato e quindi ho pensato che tutti  dovessero sapere”.

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