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Controlli sulla filiera della pesca: due ristoranti etnici sanzionati

L’attività di controllo continuerà anche nelle prossime settimane, con l’obiettivo di tutelare il consumatore e garantire l’interesse pubblico della sicurezza alimentare

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Il Faro on line – Effettuati in questi giorni diversi controlli da parte del personale della Capitaneria di Porto di Civitavecchia, in alcuni ristoranti ed esercizi commerciali del comprensorio, per verificare il rispetto delle norme vigenti in materia di tracciabilità ed etichettatura dei prodotti ittici detenuti. Tale attività rientra nel più ampio contesto delle attribuzioni di verifica e controllo in materia di pesca marittima che il Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia costiera assolve in dipendenza funzionale dal  Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali sull’intera filiera della pesca, dalla cattura fino alla somministrazione dei prodotti ittici passando per la loro commercializzazione.

In particolare, l’attività ispettiva in ristoranti e punti di ristoro, è stata incentrata sulla verifica delle modalità di conservazione dei prodotti ittici, del rispetto delle norme igienico-sanitarie, della presenza della necessaria documentazione, finalizzata all’individuazione della provenienza del prodotto stesso, ovvero della corrispondenza delle specie somministrate con quelle proposte nei menù. A seguito dei controlli effettuati, due ristoranti etnici, situati nel comune di Ladispoli, sono stati sanzionati per diverse irregolarità e sono stati elevati due verbali amministrativi per mancanza di tracciabilità e due per errata conservazione dei prodotti ittici (conservati in modo promiscuo con altri generi alimentari), per un totale di cinquemila euro.

L’attività di controllo continuerà anche nelle prossime settimane, con una particolare attenzione proprio nei confronti di tale tipologia di esercizi, non solo nei Comuni del litorale, ma anche in quelli dell’entroterra ricompresi nelle competenti aree di giurisdizione, con l’obiettivo di tutelare il consumatore e garantire l’interesse pubblico della sicurezza alimentare.

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