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Furti alla Casa Bianca, piccoli oggetti come souvenir

Il Faro on line- Portarsi a casa un souvenir della Casa Bianca è una tentazione troppo forte per molti gli invitati nella residenza di quello che è considerato l’uomo più potente del mondo che, tentando la sorte, si fanno scivolare nelle borse o nelle tasche un segnaposto, un cucchiaino, un piccolo asciugamano, ovviamente con il sigillo della Casa Bianca.

All’ultima cena di stato, realizzata in onore del premier giapponese Shinzo Abe, prima del dolce, i camerieri hanno tolto i segnaposti, a forma di aquila per evitare spiacevoli furti che non si limitano solo alla Casa Bianca. Interessanti anche le posate, i bicchieri e le federe dei cuscini che si trovano a bordo dell'Air Force One dove è ormai diventata una regola che spariscano. A fare i furti, in questo caso, sono giornalisti, collaboratori e congressisti che vogliono portarsi a casa un piccolo ricordo del loro viaggio sul famoso aereo presidenziale immortalato in tanti film.

Il fatto di voler avere un souvenir di un posto o di un momento importante non è cosa di oggi ma esiste da sempre. L’unica differenza è che i “ladruncoli” del passato erano molto più audaci di quelli di oggi basta pensare che al tempo di Abraham Lincoln hanno trafugato del tessuto alla tappezzeria e persino dei mobili. Mentre Henrietta Nesbitt, governante alla Casa Bianca tra il 1933 e il 1945, nel suo libro di memorie ricorda come i tè che Eleanor Roosvelt amava organizzare per centinaia di ospiti, fossero l'occasione per la 'perdita' di altrettanti tovaglioli con lo stemma presidenziale ricamato.
Daniela Pozone

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