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Emergenza profughi e rifugiati. La posizione della Cgil sul coinvolgimento del territorio

Cgil: "L'arrivo di profughi e rifugiati, un esempio di catastrofe nella catastrofe"

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Il Faro on line – “Rispetto al consiglio comunale aperto previsto per domani pomeriggio sul tema dell’accoglienza di profughi e rifugiati nella città di Civitavecchia, la Cgil territoriale ritiene si tratti di argomenti da affrontare nella loro ampia e tragica dimensione. Assistiamo da molto tempo, ad immani catastrofi umanitarie che, dopo le diverse migliaia di morti davanti alle coste italiane, devono interrogare sulla necessità di rivedere profondamente il progetto europeo Triton, sostitutivo di Mare Nostrum, che sta dimostrando completa inadeguatezza. Occorre poi affrontare alla radice le ragioni di catastrofi umanitarie connesse alle tante guerre in atto nel mondo, al fenomeno dei viaggi via mare verso le coste italiane dei tanti uomini, donne e bambini in fuga dai conflitti, dalla fame e dalla disperazione”.

Viaggi su barconi sempre più fatiscenti e sovraccarichi in ragione di quanto sta avvenendo soprattutto in Siria e in Libia, dove appare sempre più chiara una strategia dell’Isis finalizzata ad accelerare ed intensificare il flusso di disperati verso le coste italiane. Una grave situazione di emergenza che occorre governare, con il concorso e la partecipazione dell’intera Europa, per evitare che i viaggi verso la speranza continuino a trasformarsi in tragiche morti in mare. Occorre creare canali umanitari, in grado di salvare vite umane sconfiggendo il traffico criminale degli scafisti. Bisogna poi costruire, sempre in ambito europeo, progetti strutturati di accoglienza ed inserimento.

È indispensabile, attraverso una strategia di medio e lungo periodo, agire alle radici delle questioni mettendo in atto politiche, a livello internazionale, finalizzate a porre fine alle guerre e a determinare condizioni di crescita dei paesi poveri e sottosviluppati.L’Italia deve agire, nell’affrontare la tragica emergenza e nel pretendere un’assunzione di responsabilità collettiva dell’Europa e dell’intera comunità internazionale, mettendo al centro gli articoli 10 e 11 della nostra Costituzione. Nel mentre a nessuno è dato – rispetto alla gravità di una situazione che interessa innanzitutto il salvare vite umane – far prevalere la logica del non nel mio cortile. 

Questo vale anche per Civitavecchia dove, la partecipata manifestazione cittadina del 22 dicembre u.s., contro ogni forma di razzismo e per l’integrazione, ha autorevolmente riaffermato quei valori di solidarietà che sono parte importante della storia, della cultura e dell’identità del nostro territorio. La Cgil territoriale prende atto del ripensamento della Prefettura (dettato dalle tante ragioni di opportunità e di rispetto della legalità, segnalate dalla stessa Amministrazione comunale) rispetto alla scelta di allocare profughi e rifugiati alla Frasca. Vi è ora da affrontare, a partire dal Consiglio Comunale aperto di domani pomeriggio, la questione complessiva del coinvolgimento del nostro territorio nell’accoglienza di profughi e rifugiati, a partire dalla scelta di ristrutturare ed utilizzare la caserma De Carolis per lo scopo.

La Cgil, guardando a quanto emerso relativamente all’inchiesta Mafia Capitale, ritiene che occorre chiedere una immediata apertura di confronto con tutte le Istituzioni preposte. Il ruolo di Civitavecchia nell’ambito dei futuri momenti di accoglienza dovrà essere fondato su scelte logistiche, progetti e su una gestione, all’impronta della piena legalità e trasparenza. Un’esperienza nella quale, senza lasciare nulla al caso e all’improvvisazione, si dia il massimo di aiuto e conforto agli immigrati non contrapponendoli ma integrandoli con il tessuto cittadino.

Bisogna evitare di ripetere quanto avvenuto del 2011, quando Civitavecchia fu coinvolta attraverso l’utilizzo della Caserma De Carolis come sede per l’accoglienza di profughi e rifugiati. Una vicenda segnata da grande e caotica improvvisazione che – tirando le somme – non ha fornito un’accoglienza di qualità ai migranti, creando disagi e paure per la comunità che ancora, in ragione delle code, si trascinano nell’oggi.E’ urgente pertanto, l’apertura di un Tavolo – nel quale siedano istituzioni territoriali, forze sociali ed associazioni – finalizzato a definire le più idonee ed opportune modalità di gestione per un positivo contributo ad un’emergenza che purtroppo si preannuncia lunga. Il modello al quale guardare secondo la Cgil deve essere  quello dello smistamento di piccoli gruppi di profughi e rifugiati, in maniera diffusa, in un ampio territorio; evitando permanenti concentramenti di centinaia di persone nello stesso sito. La Caserma De Carolis a giudizio della Cgil quindi, dovrà essere utilizzata come punto e struttura per lo smistamento di profughi e rifugiati e non come centro permanente di accoglienza, prevedendo “procedure e protocolli” certi e trasparenti.

Nelle procedure e nei protocolli occorrerà inserire certezze rispetto anche al lavoro, alla qualità dello stesso, facendo in modo, a differenza di quanto avvenuto nelle precedenti esperienze, che vi sia una importante ricaduta occupazionale sul territorio coinvolgendo ditte e maestranze locali. Tra i necessari lavori per la ristrutturazione e la realizzazione delle Strutture necessarie e le attività per l’accoglienza, è presumibile ipotizzare centinaia di occasioni occupazionali che possono rappresentare un’importante boccata di ossigeno rispetto ad un territorio che sta scontando una drammatica crisi occupazionale”.

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