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Rifondazione Comunista presente alla manifestazione davanti ai cancelli di Tvn

Il Partito: "Ci chiediamo cosa bisogna fare per il rispetto degli accordi"

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Il Faro on line – “Ieri, in data 11 maggio, abbiamo presenziato nuovamente ad una protesta dei lavoratori delle ditte locali dinanzi i cancelli di Tvn, i quali chiedono lavoro per le imprese locali e rispetto delle regole da parte di Enel. Tra le organizzazioni sindacali era presente solo la Fiom ed i lavoratori in presidio ammontavano a non più di 30, fronteggiati, ma senza alcun disordine, da altrettanti agenti di polizia in tenuta antisommossa e alla presenza del vice Questore. A dispetto dei proclami sulle ricadute occupazionali tanto decantati ai tempi della riconversione a carbone, vediamo che oggi e già da anni Enel ricorre a fermate di manutenzione sempre più brevi, con turni avvicendati h24, con lavori appaltati (spesso a ribasso) a ditte estranee al territorio o addirittura straniere, che a loro volta si avvalgono di contratti di lavoro atipici, o addirittura interinali con durata settimanale” – si legge in un comunicato di Rifondazione Comunista.

“Vogliamo essere al fianco di questi lavoratori – continua il comunicato – ricordando alla giunta comunale pentastellata​,​ come alle altre forze politiche di opposizione, che quando erano in campagna elettorale e in cerca di consensi erano sempre in prima linea, a parole – contro Enel, la quale è tenuta al ​pieno ​rispetto delle convenzioni. L’unico strumento valido di cui disponiamo nel merito è infatti la convenzione Comune- Enel firmata presso il Ministero delle Attività Produttive il 19 dicembre del 2002, dove si legge testualmente all’art.6 comma 4 che l’Enel si impegna, nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale, ad attuare iniziative che possano favorire il massimo coinvolgimento consentito dell’imprenditoria locale”.

Noi di Rifondazione Comunista – in conclusione – ci chiediamo a questo punto che cosa bisogna fare per chiedere il rispetto degli accordi scritti nero su bianco e perché non si vada avanti ad adottare soluzioni tampone di durata mensile che hanno l’effetto di palliativi.Ci chiediamo inoltre, rivolgendo un appello alle organizzazioni sindacali confederali e di base, se i tempi non siano maturi per uno sciopero o comunque per una mobilitazione generale cittadina che coinvolga tutte le vertenze del nostro territorio, o se sia invece il caso di continuare a manifestare inutilmente ed estemporaneamente alla spicciolata rimanendo inascoltati con le nostre criticità.

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