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Comitato per il diritto alla mobilità: “Le complanari non sono derogabili”

La denuncia del Comitato: "La Sat continua ad essere sorda alle richieste di chi denuncia la mancanza di alternative all'autostrada"

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Il Faro on line – “Il Ministero delle infrastrutture deve vigilare sulla loro realizzazione nel Lotto 6A Tarquinia se ancora si trova in Italia pretende che venga rispettato il diritto alla mobilità dei residenti e degli utenti della SS Aurelia e che vengano realizzate le opere di compensazione stradale che Sat deve realizzare per porre rimedio alla mancanza di una vera e propria complanare che sostituisca la viabilità gratuita sottratta al territorio dalla realizzazione dell’autostrada al posto della SS Aurelia. Sono ormai 5 anni che i cittadini di Tarquinia combattono contro l’indifferenza della SAT sul tema delle complanari e del ponte sul Fiume Mignone, che mancano al progetto definitivo del Lotto 6A che interessa il solo territorio del comune di Tarquinia” – afferma in un comunicato il Comitato per il diritto alla mobilità.

“La Sat continua ad essere sorda – prosegue il comunicato – alle richieste legittime dei comitati, delle associazioni e delle aziende agricole che da anni denunciano la mancanza di strade alternative all’autostrada e della sicurezza stradale  delle complanari che Sat ha già realizzato, ben al di sotto delle reali esigenze del territorio. Finalmente il Ministero si accorge della inadeguatezza delle complanari e corre ai ripari chiedendo a SAT di inviare un progetto di variante da approvare e realizzare entro i lavori del Lotto 6A. Finalmente si fa chiarezza e si passa ai fatti,  questo però solo grazie all’azione legale esercitata da Italia Nostra e dai cittadini di Tarquinia che con il ricorso al Tar e poi al Consiglio di Stato sono riusciti ad inchiodare SAT alle proprie responsabilità.

Solo alla vigilia della discussione del ricorso al Consiglio di Stato, fissata per il 12 maggio, guarda caso tutto si è iniziato a muovere. Prima la sat consegna al tribunale una variante al Lotto 6A dove sono presenti le complanari mancanti tra cui il ponte sul Fiume Mignone. In verità più che un progetto la Sat ha presentato una planimetria indicando le opere da realizzare a mano con pennarelli colorati”.

“Documenti senza alcuna credibilità – conclude il Comitato – atti più a confondere il Tribunale che non a rispondere alle legittime richieste del territorio. A seguire il Ministero si è detto disposto a produrre le planimetrie di quel progetto di variante annunciato solo verbalmente e che fino al 14 Aprile 2015 risultava ancora inesistente. Nessuna sorpresa per chi segue le vicende della Tirrenica, la trasparenza non va di moda alla SAT e purtroppo neanche al Ministero delle Infrastrutture, che è stato costretto infine a produrre copia del progetto di variante solo per rispondere all’accesso agli atti inoltrato da Italia Nostra. Finalmente giovedì 14 Maggio il Comitato si recherà al Ministero ed entrerà in possesso della documentazione richiesta per mostrarla a tutti i cittadini di Tarquinia, per mettere chiarezza al di là delle chiacchiere che vengono diffuse ad arte per creare confusione e disinformazione.

Non sarebbe da stupirsi se il progetto annunciato altro non fosse che le stesse ridicole planimetrie che la Sat ha presentato al Tribunale. Intanto oggi la discussione del ricorso al Consiglio di Stato è stata rinviata ad Ottobre 2015. In questo intervallo di tempo la SAT dovrà dimostrare una volta per tutte di essere in grado di realizzare le complanari mancanti ed il ponte sostitutivo sul Fiume Mignone. Non si possono più accettare generiche promesse di progetti in corso di approvazione; e se è vero che persino il Ministero ha riconosciuto la mancanza di una viabilità complanare continua, che questa venga pretesa per non arrecare ulteriore danno ai residenti”.

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