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Torna la Fiamma 2000 in Consiglio comunale e scoppia la bagarre

La cronaca di un consiglio comunale... il solito teatrino

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Il Faro on line – Era il primo punto all’ordine del giorno che cosi riportava: “situazione Fiamma 2000”. Messa in questo modo non si capiva qual’era lo scopo del punto; se si dovesse presentare una mozione o altro, e quando il capogruppo Fi ha chiesto per primo la parola sull’argomento, per esserne stato il promotore, ci si aspettava finalmente di capire in quale modo potesse il Consiglio comunale essere coinvolto in una vicenda decisamente poco chiara. Questi gli antecedenti: la Fiamma 2000 opera da numerosi anni sul territorio di Ardea dove ha installato una grande stazione di stoccaggio di gas Gpl in località Caronti in via Pontina Vecchia. La stazione si rifornisce tramite una condotta che arriva fino in mare aperto dove termina in una stazione galleggiante tramite la quale le navi gasiere si collegano e scaricano il loro gas. Passato qualche anno dall’entrata in servizio, la Fiamma 2000 ha realizzato un progetto di espansione dell’impianto allo scopo di ottimizzare i costi di stoccaggio ed incrementare il volume di prodotto immesso sul mercato.

Il progetto prevedeva solo due punti di intervento: a mare il primo, per efficientare l’attracco della nave gasiera e rendere possibile lo scarico anche in condizioni atmosferiche non propriamente favorevoli; il secondo presso la stazione di via Pontina Vecchia che consisteva un un grande ampliamento delle capacità di stoccaggio tramite la realizzazione di nuovi e più grandi serbatoi. Il progetto, nonostante avesse già ottenuto i permessi necessari da stato, regione e perfino dall’incaricato del comune che aveva partecipato alla conferenza di servizi, fu fermato lo scorso anno proprio dai consiglieri comunali che improvvisamente sembrava avessero scoperto per la prima volta l’esistenza di quell’impianto e i potenziali rischi ad esso associati.

Fermati i lavori la Fiamma 2000 ha denunciato l’Ente richiedendo un risarcimento di bel 84 milioni di Euro e tutto sembrava fosse rimasto fermo in attesa di una sentenza della magistratura amministrativa. Qualche settimana fa un’interrogazione del consigliere Cristina Capraro (Psi) ha riaperto la questione, chiedendo lumi sui lavori che la società stava effettuando da qualche tempo e di cui nessuno, apparentemente, era informato.
Solo allora i consiglieri di maggioranza, che pur si erano recati più volte sul luogo chiamati dai cittadini preoccupati, hanno rivelato che erano in atto lavori in Via Treviglio in vicinanza del mare, lavori per la realizzazione di una nuova stazione di pompaggio del gas.
Nell’interrogazione furono poste domande importanti tra le quali la richiesta di una valutazione di incidente rilevante vista la vicinanza a soli 30 metri delle abitazioni; ma non fu data alcuna risposta.

Ed ecco che si arriva ad oggi dove la “situazione Fiamma 2000” viene inserita all’ordine del giorno senza capirne il motivo. Il capogruppo Quartuccio (Fi) è intervenuto sottolineando la pericolosità della stazione di rilancio ed ha concluso con: “io una bomba sotto il sedere non ce la voglio”. Il Consigliere Luca Fanco lancia accuse precise riferendo di aver saputo che un “illustre” consigliere di maggioranza, accompagnato da un ufficiale della Guardia di Finanza si è recato presso la Fiamma 2000 e ne chiede le motivazioni alludendo ad intenzioni non propriamente trasparenti. “Bisogna farla finita di cercare le vacche grasse e prendere il latte. Il cantiere è stato sequestrato, c’è un’indagine in corso. Perché questa interferenza politica?
”Massimiliano Giordani: “Voglio tornare a bomba sulla fiamma 2000. è un’azienda che va tutelata. l’Amministrazione non è contro ma vuole ricavarne un agio. Mi appello al sindaco, e propongo un regolamento  che richieda un atto preventivo del consiglio prima di inviare in futuro in conferenza di servizi  un impiegato comunale delegato a prendere decisioni che spettano a noi. Siamo contro a chi vuol fare il finto tonto”. Messaggi subliminali?
Forse si perché gli interventi che seguono non fanno che alzare i toni. 

Antonino Abate lancia accuse velate alla maggioranza: “siete stati voi ad approvare e vi svegliate ora. Orekian – assessore lavori pubblici – sa che Montagnano ha presentato un piano di illuminazione pubblica? sa che … ? “. Acquarelli: “si attenga al punto”. Di nuovo Abate rivolto a Montesi “tu sei bugiardo che non entri in Consiglio comunale perché non ti firmano le concessioni. Quante concessioni sono state rilasciate e a chi? io non campo col comune”. Interviene fuori microfono Montesi ricambiando con le stesse larvate allusioni. 

Quando arriva nuovamente il turno di Luca Fanco: “Io mi sono battuto solo tra tutti. La Fiamma 2000 donava soldi e opere per il disagio. Fu redatto un elenco di opere in 18 punti che prevedevano  sconti, campi sportivi, campo comunale, 60.000 € all’anno per manifestazioni culturali, la realizzazione di 18 strade; si offrivano come leadership per la realizzazione del porto turistico. Che fine ha fatto quell’accordo?. Ho fatto mille denunce e non ho avuto risposte. Mi dissero scegliti un’opera, segui quella e delle altre ci occupiamo noi”.
Quando è il turno di Montesi ad intervenire lo fa rivolgendosi nuovamente ad Abate: “Scusate dell’intervento un po’ irascibile. Abate io non ho timbri nel cassetto. Sei tu che fai il consigliere per tenere in piedi un’attività commerciale illegittima”.
A questo punto il seguito è solo turpiloquio. Non son volati ceffoni solo per l’intervento preventivo delle forze dell’ordine. Il presidente Acquarelli è stato costretto ad interrompere la seduta per riportare l’ordine, ma quando qualche minuto più tardi ha provato a riaprire i lavori è venuto a mancare – per l’ennesima volta – il numero legale e non gli è rimasto che chiudere (il sipario).

Savarese Mario

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