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Non pensateli profughi, ma… esseri umani

Negare la solidarietà è un gesto che attacca al cuore profondo la democrazia 

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Il Faro on line (Editoriale) – “La nostra città accoglie i profughi”. Ecco, questa è la frase che un Sindaco dovrebbe pronunciare, a seguito dell’espressa richiesta del Prefetto di offrire ospitalità a chi proviene dai Paesi africani martoriati da guerre, devastazioni e povertà. Un atto di disponibilità, che non vuol dire una scelta politica di apertura incondizionata all’immigrazione da parte delle Amministrazioni Comunali, ma compiere solo un gesto di umanità e di solidarietà, non negando la disponibilità ad accogliere sul proprio territorio un gruppo di poche decine di esseri umani, drammaticamente sfuggiti ad una morte certa.

Troppo spesso, ogni volta che amministratori e politici sono chiamati a fare delle scelte, la loro preoccupazione principale è il consenso elettorale, valutare, cioè, se quella scelta possa danneggiarli o favorirli. E, questo, sia che esse riguardino problemi di viabilità locale, che fenomeni di rilevanza internazionale che interessano la vita di persone disperate. 

Una cosa è la tutela dei residenti, altra è l’assenza di umanità. Invece di gridare istericamente al pericolo, cerchiamo di trovare soluzioni praticabili. Abbiamo il dovere di usare tutta l’intelligenza e il senso di giustizia e di solidarietà per affrontare la situazione, volgendo lo sguardo non al fastidio che ci può procurare la vicinanza di un estraneo ma, ai diritti fondamentali dell’uomo, alla dignità, al senso di pietà e di solidarietà che tutti dovremo avere e dimostrare di fronte a certe tragedie in cui la prevaricazione dell’uomo sull’uomo produce solo morte e disperazione.

Tutti siamo consapevoli che accogliere i migranti in fuga da guerre e devastazioni è una sfida impegnativa e organizzare un’accoglienza degna, anche se si tratta di poche decine di persone, non è semplice. Mi auspico che i Comuni, che sono stati chiamati a dare una risposta, si apprestino a fare non un semplice servizio di ospitalità, ma che da subito, si mettano al lavoro ad un progetto di accoglienza, coinvolgendo i cittadini, le parrocchie, le associazioni e tutti i soggetti a vocazione solidaristica e di volontariato presenti sui territori.
Non è possibile che in tema di accoglienza di profughi e di interventi umanitari, si prenda in considerazione solo quella parte della cittadinanza che ha chiuso la propria coscienza in un cassetto. 

Dinanzi a chi alimenta il fronte del “No”, a chi “fa finta di non sapere”, all’immobilismo, l’appello va ai Sindaci. E’ ora di considerare l’immigrazione, in particolare l’accoglienza dei profughi, un’opportunità, un banco di prova cruciale per dimostrare di fare politica con il coraggio delle proprie scelte e con la consapevolezza che non si è mai soli, che le persone animate dal senso di solidarietà, le istituzioni e le associazioni, che hanno come unico scopo di aiutare chi è nel bisogno, sono pronte, anzi sentono il dovere, di  lavorare con chi ha la responsabilità politica, a prescindere dal colore e dall’appartenenza.
Persone che cercano, purtroppo molto spesso ignorate, di essere quotidianamente elementi della soluzione alle problematiche delle loro Città.

Forse la gente, di per sé, non è così terrorizzata, ma certamente lo sono la politica e le Amministrazioni. La questione non è l’accoglienza dei profughi ma, l’accoglienza e la pratica dei Diritti fondamentali di bambini, donne e uomini, la cui sentenza di morte può essere annullata solo con il nostro senso della giustizia, la nostra solidarietà e il nostro comportarci da esseri umani.

Emanare provvedimenti amministrativi contrari all’accoglienza o dichiarare la propria impossibilità ad accogliere poche decine di profughi è una mortificazione per quella parte di cittadini, aperta, accogliente, solidale, fraterna, che ritengo e spero rappresenti la maggioranza in ogni Città.

Vincenzo Taurino

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