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Il Faro scende sul parquet delle Stelle Marine Basket La parola al Presidente Pasquinelli

Intervista al primo tifoso della società biancoverde. Ricordi e riflessioni, tra passato e presente di una gestione, che richiede sentimento e razionalità

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Il Faro on line – Comincia con questo focus sportivo, il viaggio de Il Faro, all’interno della realtà sportiva della squadra di pallacanestro, di Ostia Lido, delle Stelle Marine, che tra il 29 maggio ed il primo giugno, festeggerà il suo Cinquantenario di storia.
E’ il Presidente, Pasquale Pasquinelli ad aprire una serie di interviste, che avranno lo scopo di far conoscere ai lettori, il mondo particolare di una società, che non solo sportivamente, ma anche umanamente parlando, è una grande famiglia.

Le parole del primo tifoso delle Stelle Marine sono significative e fanno comprendere, come la ricorrenza del mezzo secolo di storia, sia sentita e attesa con trepidazione, da tutti:
“Il Cinquantenario è qualcosa di bellissimo che ti emoziona. La preparazione, di questo storico evento, ha avvicinato un sacco di gente fuori, anche dopo 30 anni.  
E’ nata, grazie all’interessamento di alcuni vecchi membri della società, che formano il comitato organizzatore, tra cui Flavio Coppola, Roberto Gramegna e Nando Racani”.

Figure importanti della società. Tra i pilastri di un’organizzazione, che sta lavorando con impegno, per delineare un evento, che dovrà rappresentare, anche una eredità preziosa, per i giovani tesserati: “Questo Cinquantenario sarà un patrimonio, soprattutto per loro”.
 
L’origine di tutto, si trova fuori, tuttavia, alla struttura del Pala Assobalneari di Regina Pacis, dove un tempo, il campo era in terra battuta e dove era necessario disegnare persino le righe a mano, per giocare: “Se non c’era il pallone, non si giocava. Qualcuno doveva portarlo. Bisognava anche fare le righe del campo, in terra. Veramente una cosa avventurosa”.

Era lì il campo, il primo delle Stelle Marine. Uno spiazzale dove oggi, avvengono i raduni degli scout e che fa capolino, al nuovo parquet, se le porte delle uscite, verso di esso, sono aperte. Quasi un richiamo, per la storia attuale di oggi, che resta strettamente legata a quella di 50 anni fa: “C’era solo Nando Racani che sapeva giocare a basket – continua il Presidente Pasquinelli a raccontare con nostalgia, i segreti e le particolarità della favola biancoverde – veniva dalla Polisportiva della S.S. Lazio che giocava allora, in serie B. Era un professionista”.

Non bisognava solamente disegnare delle righe sul campo per giocare, come lui continua a spiegare: “I due canestri erano venuti dalla Breda, grazie a Don Pucci. La realtà era quella che si viveva nell’oratorio. I ragazzi venivano qui per potersi divertire, ma intanto giocavano a basket”.

E’ un testimone diretto, il Presidente Pasquinelli. Anche lui partecipò alla fondazione delle Stelle Marine, nel 1965 e da allora, come dirigente, ha accompagnato una creatura sportiva, che è diventata indispensabile, non solo per lui stesso, ma anche per tutti quelli, che insieme ad esso, iniziarono questa avventura: “Io non ho mai giocato a basket. Ero un membro di Azione Cattolica. Abbiamo dunque cominciato questo tipo di attività e 4 anni dopo, con il gruppo del ’53, siamo andati a vincere il titolo italiano del Csi”. 

Mentre il Presidente descrive la sua personale esperienza, sono anche le parole di Roberto Gramegna, membro del comitato organizzatore e tra gli storici personaggi di questa società, che approfondiscono la nascita di questo gruppo sportivo: “Don Pucci ci portò a giocare a pallacanestro, che in quel periodo, nel 1965, il territorio ostiense non conosceva affatto. E’ in questo modo, che nacquero le Stelle Marine”.
Da buon parroco invitò con affetto i suoi ragazzi e li incoraggiò a scendere sul campo in terra battuta: “Abbiamo seguito l’esempio di Nando Racani, Renato Carta, Roberto Socaro e Stefano Pisano”. 

Tanti i nomi da elencare e da ricordare. Soprattutto uno ed il Presidente Pasquinelli, per quest’ultimo, lo fa con molto affetto: “Stefano Pisano pianse come un bambino per la nostra promozione in A2, una tra quelle avvenute, nella storia della società, è stato un atleta e poi uno dei dirigenti più impegnati”.

La figura di Stefano si lega inesorabilmente ad uno dei ricordi più belli che Pasquinelli ha, con la società biancoverde. E tante sono state ancora, le emozioni vissute: “Mi ricordo di una trasferta a Todi, dove c’è stato un pareggio e dove potevamo essere promossi in serie C. Andammo concentrati al massimo, ma perdemmo di misura con 30 punti di distacco”.

Sorride il Presidente. Consapevole che quei tempi hanno arricchito, non solo la sua vita, ma anche quella di tante persone, che lui negli anni, ha visto arrivare ed andare via, ma anche ritornare: “Abbiamo vissuto tanti momenti, molto molto belli. Anche sul lato educativo. Ci sono state molte persone che qui, si sono incontrate e che hanno formato poi, una famiglia, sposandosi. Persone che io ho visto crescere e che, fin quando non scendeva il buio, non tornavano a casa. Restavano per intere giornate”.
 
Un cammino di vita il loro, accanto allo sport, a quello più amato. Una strada parallela, ma forse unica con un sogno vissuto, all’ombra di un canestro: “Cerco di portare serenità e di ricreare questo concetto di famiglia, oggi”.
E’ premuroso il primo tifoso delle Stelle Marine e attento ad una gestione, che richiede molte responsabilità: “Sono Presidente da questa sola stagione. Il mio compito è quello di inquadrare la società, all’interno della gestione economica. Reperisce i suoi finanziamenti, con le quote che possono pagare i ragazzi ed anche con alcuni sponsor reperiti”.

Ma è il cuore ad avere il sopravvento, sempre: “A volte, non riesco neanche a vedere le partite. Le sento troppo. Vado via e mi devono aggiornare sul risultato”.
E’ normale questa reazione, per qualcuno che con le Stelle Marine è cresciuto ed è diventato un uomo. Lo ha fatto, insieme. In compagnia, di tutti gli altri amici, che oggi, con lui, ancora curano questa squadra, giorno dopo giorno: “Si gestisce in collaborazione con la parrocchia, che è proprietaria della struttura e che ha dato in affidamento alle Stelle Marine, l’intero impianto. Quindici anni fa, l’Assobalneari diede dei contributi a Regina Pacis, che poi furono girati a noi, per migliorare ed ammodernare il tutto”.

Da allora, le Stelle Marine hanno uno splendido campo da gioco su cui giocare, sognare e costruire tanti successi sportivi. In occasione di questo Cinquantenario, di fronte agli spalti, sovrastanti il parquet da gioco, sono stati sistemati, 10 scudetti. Ognuno di essi rappresenta un successo importante, conquistato. Stanno a raccontare 50 anni di canestri, sacrifici e speranze, ma anche una particolare nascita che il Presidente spiega: “Il nome Stelle Marine è nato da una serie di medaglie avanzate, da un torneo di alcune società di calcio. Queste medaglie esistono e le abbiamo conservate”.

I suoi circa 300 atleti, giovani ed adulti, crescono insieme a quel mistero ed anche con una maglia, che indossano da sempre, come una seconda pelle. 
Tutti sono pronti a festeggiare questo Cinquantenario, allora. Tutti insieme. Come una grande famiglia.
Foto : Francesco Currà

Alessandra Giorgi

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