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Califano: “Per l’incendio non paghino solo gli operai”

Il Consigliere: "Adr si faccia subito carico per recuperare l'evidente ritardo nell'ammodernamento delle strutture"

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Il Faro on line – “Il lavoro della procura di Civitavecchia non si discute, ma che a pagare per l’incendio del T3 dell’aeroporto Leonardo da Vinci finiscano per essere solo 5 operai di una ditta che svolge la manutenzione degli impianti di condizionamento rischia di suonare strano”. E’ quanto si legge in un comunicato del Consigliere della Città Metropolitana di Roma Capitale, Michela Califano, in merito alle indagini predisposte dal procuratore Gianfranco Amendola e dal Pm Valentina Zavatto a carico dei cinque operai, i quali, in base ai filmati al vaglio degli inquirenti, avrebbero azionato un condizionatore portatile in seguito al guasto di un quadro elettrico.

“Le continue rassicurazioni di AdR ed Enac – prosegue la Califano – non ultime quelle sulla salubrità dell’aria, pienamente smentite dai fatti, dimostrano che qualcosa nell’hub di Fiumicino non ha funzionato e continua a non funzionare. Il fatto stesso che per salvare le apparenze centinaia e centinaia di dipendenti siano stati costretti a operare in condizioni di assoluto disagio, per giunta indossando mascherine, lo sta a testimoniare”.

“L’unico barlume di dignità in tutta questa storia l’hanno dimostrata le forze dell’ordine, i vigili del fuoco e i dipendenti aeroportuali che pur dovendo combattere ogni giorno con lo spettro della precarietà e con contratti sempre meno gratificanti, hanno tirato fuori l’orgoglio e lavorato notte e giorno per riportare la situazione alla normalità. Senza di loro nulla sarebbe stato possibile”.

Il comunicato si conclude con un duro attacco nei confronti di Adr: “invece di spendere soldi e comprare pagine e pagine sui quotidiani con il solo scopo di convincerci che un raddoppio dell’aeroporto è cosa buona e giusta, si faccia subito carico per recuperare l’evidente ritardo che ha accumulato nel tempo sul programma di ammodernamento delle strutture esistenti e dei sistemi tecnologici. E dia stabilità e garanzia a quei lavoratori che oggi, dopo l’incendio, rischiano un nuovo salasso occupazionale”.

Marco Simeone

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