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Strade urbane, il navigatore indisciplinato

Il Faro on line – Sin dai primordi della sua storia, l’uomo ha utilizzato quella particolarità di cui il Creatore lo ha dotato distinguendolo in questo, dagli altri animali (ma a volte sorge un dubbio riguardo l’effettiva superiorità dell’uno sugli altri), ovvero il proprio intelletto, per adeguare e migliorare le proprie condizioni di vita. La tecnologia ha fatto passi da gigante negli ultimi decenni, anche e soprattutto nel campo della comunicazione; se poco più di vent’anni fa apparivano i cellulari – i primi, veri e propri “corpi contundenti” con le dimensioni e il peso di un mattone – che sembravano (ed erano) un vero miracolo tecnologico, oggi addirittura un modello sofisticato di cellulare ultrapiatto con le prestazioni di un vero e proprio computer in miniatura di due o tre anni fa, appare “superato” dagli ultimi esemplari della stessa casa.

Tutte migliorie all’avanguardia che hanno, di fatto, eliminato le distanze – con skipe, ad esempio, si parla con l’Australia in tempo reale e guardandosi in faccia – facilitando i rapporti umani, consentendo ai genitori più apprensivi di avere un contatto costante son i figli fuori casa, ecc. ecc.Tutte queste belle cose hanno di fatto migliorato le condizioni di vita, arrivando ad allungare la stessa attraverso i progressi avuti in campo medico, ma tutto questo funziona in maniera ottimale ad una condizione: che alla base ci sia sempre un controllo umano e la consapevolezza, da parte dell’uomo, che è la macchina ad essere al suo servizio, mai il contrario!Ora, leggendo queste righe, la domanda che probabilmente sorge spontanea è: “Cosa c’entra tutto questo discorso con il tema portante di questa rubrica e, in particolare, con il Codice della Strada?” La risposta è: “C’entra, c’entra…

”Abbiamo ripetuto più e più volte come la causa degli incidenti stradali sia dovuta spesso a distrazione, incoscienza, superficialità, perfino una ad una vera e propria “predisposizione delinquenziale” e chi più ne ha più ne metta; quello che pochi sanno è che a volte la colpa è dovuta ad una eccessiva – quanto insana – “iperfiducia tecnologica”.

Capita spesso (ahimé, sempre “più” spesso) di vedere per strada automobili che fanno manovre azzardate, senza senso e per di più, pericolosissime: veicoli che imboccano strade a senso unico contromano, che svoltano su una traversa dell’altro lato strada nonostante il divieto e la striscia longitudinale continua, automobilisti che, come fosse la cosa più normale del mondo, svoltano da una parte nonostante l’obbligo di girare nell’altra o che addirittura effettuano un’inversione al centro di un incrocio (atto pericolosissimo e vietato dall’art. 154 C.d.S. con una pesante sanzione pecuniaria e la decurtazione di ben 8 punti sulla patente). 

Se fermati dalle Forze di Polizia Stradale (nei centri abitati quasi sempre i Vigili Urbani), alla richiesta di una eventuale consapevolezza dell’azione compiuta e di una motivazione, questi campioni di scemenza, affetti da “patologia demenziale” (con l’aggravante dell’idiozia cronica) il più delle volte rispondono, con apparente candore malcelato da una faccia che ricorda un’altra porzione anatomica: “Ma guardi che me l’ha detto il navigatore…!”. Al che, talvolta la risposta, dettata più che altro dal trattenersi da battute più colorite, è: “Ok, allora il verbale lo faccia pagare a lui…!”.
Paolo Boncompagni

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