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26 Comuni del Lazio in difesa dell’acqua del Sindaco

Presentazione del ricorso al Tar contro la diffida regionale a cedere le infrastrutture idriche al gestore unico

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Il Faro on line – Presso la sede Anci Lazio, in Via dei Prefetti 41 Roma, martedì 19 maggio sarà presentato al pubblico e alla stampa il ricorso promosso da 8 Comuni della provincia di Roma innanzi al Tar del Lazio contro la diffida a cedere le infrastrutture idriche ad Acea Ato2 S.p.A. e quello, analogo, presentato da 18 Comuni della provincia di Viterbo contro la diffida a cedere gli impianti al gestore Talete SpA. I ricorsi, elaborati dall’Avv. Alberto Floridi e dall’Avv. Angelo Annibali, contestano il contrasto tra la diffida regionale e gli impegni contenuti nella Legge Regionale 5/2014 (Tutela, governo e gestione pubblica delle acque) in merito alla definizione dei nuovi ambiti di bacino e dei relativi enti di governo.Per l’Ato2 viene inoltre contestata la conformità all’ordinamento comunitario dell’attuale affidamento del Sii ad Acea Ato2 S.p.A.

Sollevando un tema assai scottante nel momento in cui Acea Holding è candidata a diventare il grande gestore del servizio idrico in centro Italia. L’azione legale contiene però elementi che vanno molto al di là dei confini regionali, entrando nel merito dell’evoluzione normativa in tema di gestione dei servizi idrici a livello nazionale ed europeo, con possibili sviluppi di ampio impatto. Vengono infatti sollevate due eccezioni di costituzionalità sullo “Sblocca Italia” e si chiama in causa la Corte di Giustizia UE sulla compatibilità dell’art.7 con il Trattato dell’Unione Europea. 
Si parte quindi dal territorio, con Comuni e comitati in prima fila in difesa dell”‘acqua del Sindaco”, ma si arriva ad affrontare l’ampio tema della gestione del servizio idrico integrato nell’attuale contesto normativo, entrando nel vivo di un tema che riguarda milioni di italiani, e sul quale meno di 4 anni fa si è svolto un referendum popolare. 

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