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Centrale di Borgo Sabotino, ricorso straordinario contro il Decreto

L'Associazione Città Futura si oppone allo smaltimento di rifiuti radioattivi in un territorio considerato incompatibile

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Il Faro on line – L’associazione Città Futura ha presentato a mezzo del suo Coordinatore – dott. Giulio Verdolino – ricorso straordinario al Capo dello Stato per la declaratoria di illegittimità del Decreto Dirigenziale del 25 febbraio 2015 del Ministero dello Sviluppo Economico – Direzione Generale per il Mercato Elettrico, le Rinnovabili e l’Efficienza Energetica, il Nucleare, che autorizza la Sogin S.p.A., ai sensi dell’art. 50 del D.Lgs. 230/95, all’esercizio del deposito temporaneo di rifiuti di II categoria sito presso la Centrale nucleare di Borgo Sabotino (LT). 

“In tale Decreto – si legge tra le motivazioni del ricorso – si ravvisa una superficiale valutazione in termini di carico oneroso per un territorio già fortemente compromesso da servitù (vedasi Poligono Militare UTTAT Nettuno). Inoltre il decreto impugnato risulta carente dal punto di vista analitico sulla scelta del sito che, da un’attenta lettura della guida tecnica N.29/2014 dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale) rubricato Criteri per la localizzazione di un impianto di smaltimento superficiale di rifiuti radioattivi a bassa e media intensità sarebbe incompatibile ad ospitare un deposito.

Le aree sino alla distanza di 5 km dalla linea di costa attuale oppure ubicate a distanza maggiore ma ad altitudine minore di 20 m s.l.m. possono essere soggette ad ingressioni marine; sono, inoltre, caratterizzate dalla presenza di falde acquifere superficiali e di cunei salini, foci e delta fluviali, dune, zone lagunari e palustri. Gli effetti corrosivi del clima marino possono avere un impatto sulla resistenza alla degradazione delle strutture del deposito. Le aree in prossimità della costa sono, in generale, turistiche e densamente abitate”.

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