Seguici su

Cerca nel sito

Stelle Marine, intervista a Roberto Gramegna

Continua il viaggio de Il Faro, nel mondo della società di pallacanestro ostiense in preparazione della celebrazione, dei suoi 50 anni di storia

Più informazioni su

Il Faro on line – Quando si chiede ai dirigenti delle Stelle Marine, di raccontare la storia della società e di spiegare il perché del Cinquantenario, c’è una particolarità che di loro, colpisce. La commozione. I loro occhi si riempiono di ricordi. Non si vedono le immagini scorrere, ma si comprende il loro significato. E’ con questo stato d’animo, che Roberto Gramegna, una delle figure storiche delle Stelle Marine Basket, ha raccontato di sé e del programma che, dal 29 maggio al primo giugno, sarà realizzato per celebrare, 50 anni di emozioni vissute sul parquet.

“La nostra speranza è quella di vedere tutti felici, in questi 4 giorni e di lasciare qualcosa di indelebile, a chi resterà qui, dopo di noi”. Veramente, qualcosa di speciale sarà lasciato. L’impegno è tantissimo, soprattutto, nei confronti delle giovani generazioni biancoverdi, che rappresentano il futuro delle Stelle Marine: “Ho spiegato, quanto siano fortunati a giocare, qui. Stiamo passando loro, il testimone e ho augurato a tutti, di arrivare a festeggiare i 100 anni, con la stessa passione ed entusiasmo”.
 
L’affetto nei confronti della società di pallacanestro, è profondo e legato ad episodi ed esperienze uniche, che una persona per sempre, si porterà nel cuore. Anche per Roberto sarà così. E continua a raccontarlo ai lettori de Il Faro: “Noi abbiamo cominciato a giocare su un campo in terra battuta. C’erano solo le Stelle Marine e  brutte storie in giro. Per noi è stato, un’ancora di salvezza”. Lo scopo del Cinquantenario è anche quello di comunicare ai giovani, quanto allora poteva essere preziosa anche una partita. E particolare, lo era. Una 24 ore, ad esempio. Giorno e notte: “Nel 1970 e nel 1972. Ininterrotta. C’era l’obbligo di dormire fuori”. Le formazioni coinvolte erano due, con protagonisti sia di Roma che di Ostia. Davvero numerosi. 25 per parte: “Chi era di Ostia lasciava il campo, andava a farsi la doccia e a riposarsi a casa ed erano avvantaggiati, rispetto a quelli di Roma.
Facemmo dunque, una legge – ed è lì che nasce la magia di quel momento – nessuno doveva abbandonare l’ambito della palestra. Alle 3 del mattino, eravamo tutti fuori con i lettini da campeggio e le sdraie. L’ho raccontato ai ragazzi. Gli organizzatori ci portavano i cornetti caldi, alle 5 del mattino. Mi ricordo ancora l’odore”. E’ forte la volontà di poter in qualche modo, far provare queste sensazioni immortali a chi, oggi, vive una realtà diversa, in un mondo totalmente cambiato: “Spiegare ai giovani questi fatti è difficile, perché loro non li hanno vissuti – tuttavia, chi si impegna nel divulgare la memoria sportiva delle Stelle Marine, sta cercando di farlo – stiamo dando loro, il futuro che vorremmo, un giorno vivessero”.

E quel futuro di vita e di sport che le piccole Stelle Marine un giorno vivranno, passa oggi attraverso una ricorrenza che si spalmerà in 4 giorni di incontri, mostre, partite ed eventi, altamente impegnativi e importanti: “Partiremo il 29 maggio, con l’apertura della mostra multimediale. Un’infinità di fotografie. Esposte sul ballatoio, in 30 metri di lunghezza, in palestra. Proseguiremo poi, lo stesso giorno con un torneo dedicato al minibasket”.

Ma è in serata che accadrà qualcosa di speciale, per chi non c’è più: “Alle 19.30, ci sarà una messa, tenuta da Don Tonino Lotti e da Don Renato Pucci. Ci teniamo tantissimo. Saranno ricordati, sperando di non aver dimenticato nessuno, tutti gli ex Stelle Marine, scomparsi”. Tra coloro che presiederanno alla celebrazione, Don Pucci.

Il precursore. Il fautore principale della nascita della società. Non solo lui, però: “Insieme a Pasquale Pasquinelli e Nando Racani, lo voglio sottolineare. Sono loro, gli artefici della fondazione : dal punto di vista spirituale, Renato, dal punto di vista tecnico, Nando Racani che era quello, che conosceva il basket e Pasquale infine, dal punto di vista organizzativo”. Una società sportiva comprende tanti mondi. La spiritualità, l’agonismo e l’organizzazione. La sua anima. Come quest’ultima, è stata la presenza di coloro che durante la messa, saranno ricordati: “Dovrebbe essere letto un elenco di nomi, che stiamo preparando. Lo scopo sarà quello, di far sentire partecipi e parte di questa festa, coloro che non ci sono più. Faremo un angolo dedicato alle Stelle Marine”.
 
Un altro appuntamento fondamentale per questo Cinquantenario, sarà anche, sicuramente quello del sabato mattina. Il 30 maggio, al Teatro Manfredi, dove ancora una volta, saranno i giovani a trovarsi al centro, della cura e della crescita, dello sport: “Ci aspettiamo un grosso riscontro da questo evento e da questa giornata. Avremo tre nostri ex atleti come ospiti e protagonisti sul palco: il prof. Paolo Zeppilli, il prof. Carlo Racani e la dott.ssa Federica Sanges. Saranno coadiuvati dal medico della Nazionale Italiana Pallacanestro maschile, dal preparatore atletico e da un altro allenatore, sempre al livello massimo della Federazione. Sarà un convegno molto importante, incentrato sull’attività sportiva giovanile e sull’alimentazione degli atleti, un tema quindi rivolto, soprattutto alle famiglie. Questo è un altro passo, molto importante”.
 
Non mancheranno certamente anche le partite all’interno di questo Cinquantenario. Il cuore dell’attività delle Stelle Marine: “Ci sarà un torneo giovanile, di under 19 maschile, organizzato con 2 società di pallacanestro di Roma – ed anche qui, la memoria è l’assoluta protagonista – avremo la Fortitudo 1908, una società ancora più antica di noi, di Borgo Pio a Roma e la Visnova, in viale Manzoni. Sono state le prime società, con cui noi ci siamo incontrati”. Proseguiranno gli incontri, il 30 maggio, con due triangolari, sotto canestro, sempre per questa categoria di età: “Probabilmente, con una partita maschile ed una femminile”.

Non scenderanno sul parquet solamente gli under 19, però, ma lo faranno anche coloro, che prima di essi, nei lontani anni sessanta, giocarono a basket, sul campo esterno, in terra battuta: “La partita delle Vecchie Glorie. Tutti ex atleti Stelle Marine. Tra loro, ci sarà anche Nando Racani, che è del 1947”. Uno degli eventi più importanti, del 31 maggio, per cui, in questi giorni, si stanno ripetendo allenamenti e preparazioni, al Pala Assobalneari.
 
Il finale delle celebrazioni, si terrà il primo giugno, con la cena di gala, alla quale parteciperanno, atleti, tecnici, dirigenti, anche della Federazione Italiana Pallacanestro e le famiglie. Anche per essa, tuttavia, ci sarà una particolarità, che Roberto Gramegna ha voluto svelare ai lettori de Il Faro: “Abbiamo contrassegnato i tavoli, con i nomi delle società di pallacanestro, che giocavano in quegli anni. Ci sarà ad esempio, il tavolo Ignis Varese, come quello Simmenthal Milano o All’Onestà Milano, insieme a quello Stella Azzurra Roma. Nomi che fanno parte della storia”. Uno dei momenti emozionanti, sarà tuttavia rappresentato, dal monologo che sarà recitato da Marco Baliani. Attore di teatro e regista, oggi, come ex atleta, tanti anni fa: “Vorremmo lasciare il segno. Leggerà un suo monologo, dal titolo “C’era solo un campo in terra battuta”. Andrà a braccio”. E svela Gramegna, il ruolo di Baliani nella storia delle Stelle Marine: “Se non c’era lui, che veniva da Acilia, a portare il pallone, con suo padre, ex dirigente, non potevamo giocare. Noi non lo avevamo”.
 
Sparsi in giro per il mondo, tuttavia, gli ex che hanno vestito la maglia, hanno voluto contribuire economicamente, a questa festa: “Ci hanno veramente lasciato a bocca aperta. Noi abbiamo ringraziato tutti”. Il canale tramite il quale, è stato possibile mettere del proprio, è stato quello rivolto ad una iniziativa molto carina, da parte del comitato organizzatore : “L’iniziativa delle stelline, completamente nostra, ideata quando siamo partiti, a gennaio, con l’organizzazione”. Mediante questa iniziativa, dal nome “Stelle Marine 50, sottoscrivi il tuo nome” è stato dunque possibile e lo è ancora in questi giorni, acquistare una stellina e incidere il proprio nome, nella storia della società: “Abbiamo chiesto un minimo di 20 euro – tuttavia, l’offerta, partendo appunto da questa cifra, è libera e volontaria – la stellina è stata consegnata a tutti, via email. A chi ha contribuito con 20, ma anche con più, in euro”.
 
L’obiettivo del comitato organizzatore è quello di non gravare sull’economia della società ed in accordo con il Presidente Pasquinelli, per questa, come per le altre iniziative, volte ad autofinanziare la festa, i progetti stanno andando avanti, con successo. Al momento dell’intervista a Gramegna, le sottoscrizioni all’acquisto delle stelline, erano arrivate a 131 sostenitori. Cifra che in questi giorni, è cresciuta: “Vogliamo fare qualcosa che rimanga. Vorremmo affiggere questi nomi in palestra, con un loro collage. L’idea è quella di fare una striscia di tutte le stelline, di queste persone. E’ un nostro grazie, per loro”. 
Un costo rilevante è stato quello, riguardante l’affissione dei dieci scudetti che adesso, imperano sospesi, sul parquet del Pala Assobalneari: “E’ stata una spesa importante, ma anche una gioia. Dare merito a tutti quei ragazzi, che in varie annate, hanno portato il titolo alle Stelle Marine”.
 
Un altro gadget prezioso è un bracciale celebrativo, anch’esso fonte di autofinanziamento: “Solo questo bracciale. E’ un cinturino, a tiratura limitata, di 100 pezzi, fatto da una ditta che lavora per Morellato. Ad oggi, già una trentina di pezzi, sono andati via. Tutti acquistabili, a 20 euro”.
Anche delle magliette saranno realizzate e consegnate, in occasione della partita delle Vecchie Glorie. Per esse, una caratteristica particolare. Nata da chi, le Stelle Marine le ha fondate e cullate sin dagli inizi: “Con tre stelline. Rappresentano le prime tre stelle, applicate su una maglietta di colore bianco, stelline blu. Non avevano un significato preciso, sono state applicate, allora, dalla mamma di Nando Racani”. Insieme a queste storiche t-shirt, verrà stampato un libro fotografico: “Se ne stanno occupando Luciano Santi, Flavio Coppola e Francesco Postiglioni. Stanno assemblando questo famoso book fotografico, che sarà redatto di oltre 250 pagine e messo anche su cd. Raccoglierà un numero spropositato di fotografie”.
 
Il “C’era una volta …” dunque, è cominciato. Roberto Gramegna, più volte ha voluto ripetere e sottolineare, qualcosa a cui lui tiene molto: “I 50 anni di Stelle Marine. La nostra vittoria più bella”.
E il vissero felici e contenti, sarà scontato, scriverlo, alla fine.
Foto : Luciano Santi

Alessandra Giorgi

Più informazioni su