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Effrazione sull’ oledotto dell’ Eni, intervento del Delegato alla Protezione Civile

Diorio: "La gestione dei rapporti tra l'Eni e il Comune deve avvenire attraverso il piano di protezione civile del Comune"

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Il Faro on line – Si è svolta, nei giorni scorsi, presso l’aula consiliare del Comune di Fiumicino, una Commissione Ambiente congiunta alla conferenza dei capigruppo per la presentazione dei piani di caratterizzazione approvati, con prescrizioni integrative, dei siti di Maccarese e Palidoro, contaminati a seguito degli episodi di effrazione sull’oledotto dell’Eni accaduti a novembre dello scorso anno. Presenti, oltre ai rappresentanti di Eni, al dirigente Iacucci della Città Metropolitana e al Comandante Savarese della Capitaneria di Porto di Roma, anche il presidente del Consiglio Comunale Michela Califano, il Presidente della Commissione Ambiente Massimiliano Chiodi, i consiglieri Erica Antonelli, Angelo Petrillo, Antonio Bonanni, Marco Gaudiello e Maurizio Ferreri, Alfredo Diorio della Protezione civile di Fiumicino e la biologa Pascucci del Comune di Fiumicino.

Considerato l’interesse dell’incontro e, in particolare, dell’intervento in aula del delegato alla protezione civile Alfredo Diorio, lo abbiamo incontrato per focalizzare alcuni punti della sua dichiarazione.

Quali ritiene siano state le responsabilità dell’Eni in merito ai recenti episodi di sversamento del carburante dall’oleodotto?
“L’Eni non ha nessuna responsabilità in merito alle effrazioni, anzi essa è parte lesa ed ha subito dei danni in quanto vittima di reato. In merito al proprio intervento, e mi riferisco all’immediatezza dei fatti, l’Eni è intervenuta prontamente per arginare e contenere i danni”.

Al di la delle responsabilità oggettive, quali sono i controlli di sicurezza che l’Eni deve mettere in atto?
“È necessario che l’Eni innanzitutto trasmetta al Comune tutti i file georeferenziati riferiti alla posizione delle condotte che trasportano il carburante; informi sui sistemi di sicurezza in essere, in modo da permettere alla protezione civile comunale di intervenire prontamente; proceda, nel più breve tempo possibile, all’installazione, di sistemi di sicurezza adeguati e tecnologicamente avanzati”.

Quali sono state le criticità e i maggiori rischi a seguito delle effrazioni?
“La maggiore criticità è stata senza dubbio l’individuazione del punto esatto dello sversamento e l’accesso alla zona interessata, per l’effettuazione di una prima valutazione e l’attivazione dei mezzi necessari sul posto.
Il rischio maggiore è stato quello di evitare che il carburante finisse a mare e coinvolgesse altri comuni; limitare al massimo i danni ambientali e le conseguenze per i cittadini”.

In qualità di delegato, quali ritiene siano i punti da rafforzare nei rapporti tra l’Eni e l’Amministrazione comunale?
Cè bisogno, innanzitutto, di una comunicazione efficace e la gestione dei rapporti tra gli Enti, attraverso il piano di protezione civile del Comune. Infatti, è di fondamentale importanza che i vari piani di sicurezza interagiscano tra di loro.

M.S.

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