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Il Comitato per Lavinio definisce il proprio programma e invita i cittadini alla partecipazione

Il Comitato: "I cittadini devono riappropriarsi del proprio diritto di proposta e del proprio dovere di collaborazione"

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Il Faro on line – “Se c’è una cosa di cui il territorio di Anzio abbonda è sicuramente il volontariato diffuso; mi riferisco a quello spontaneo che costituisce l’unico elemento aggregante in un comune in cui, a parte alcune proloco che si occupano di promuovere, in modo abbastanza banale, il commercio locale, non esiste nessuna struttura associativa degna di questo nome”. E’ quanto si legge in un comunicato del Comitato per Lavinio.

“Alla stessa stregua – prosegue il comunicato – non esiste nessuna iniziativa di tipo pubblico o espressa dall’amministrazione locale che possa costituire ragione di richiamo e che possa rappresentare una  ragione di orgoglio per un abitante di Anzio. Lavinio, che di Anzio rappresenta circa il 40% della popolazione residente, costituisce una valida sintesi di questa caratterizzazione di segno negativo sia per coloro che vi vivono sia per coloro che nel Lido di Enea spendono parte del loro tempo.

Le associazioni di tipo ludico-culturale pullulano e molte di esse  sono degne di seria attenzione sia per l’impegno profuso sia per quanto riescono a produrre. Alcune costituiscono strumento di presenza sul territorio di partiti o di rappresentanti politici locali, altre mantengono la propria autonomia ed espletano lodevoli attività di aggregazione per la gente di Lavinio. Poi ci sono i comitati, che di ludico hanno certamente ben poco che tentano, in modo spesso dispersivo, di rappresentare le tante istanze di un quartiere abbandonato a se stesso e non sempre lo fanno scevri da condizionamenti politici che ne rendono poco credibile l’azione sul territorio. Il Comitato per Lavinio ha quasi dieci anni di vita ed è quello che si è sempre caratterizzato per un totale  rifiuto di connivenze o strizzatine d’occhio alla politichetta locale.

Questo lo ha spesso penalizzato nella sua azione perché, oltre che la critica costruttiva e la collaborazione alla risoluzione dei problemi,  non ha mai voluto concedere altro a livello di supporto elettorale a coloro che, nel tempo, hanno tentato di ricercare il suo consenso.  Ritengo che sia essenziale, per operare nel territorio,  avere la disponibilità di una sede in cui poter fare  attività e tale disponibilità è stata sempre negata e, quando fu offerta, era in cambio di supporto ad un politico di zona. Ora il Comitato per Lavinio ha una propria pur modesta sede dalla quale nessuno può sfrattarlo. Una riunione del suo nucleo operativo si è tenuta in data 15 maggio nella sede di Viale delle Margherite 125 a Lavinio per discutere i punti essenziali dell’attività futura del gruppo. La sicurezza resta in assoluto l’obiettivo principale su cui impegnarsi. Nel nostro territorio la criminalità comune sta costituendo un problema molto serio ed urge lo sviluppo di un’attività di sinergia fra la gente e  la Stazione dei Carabinieri di Lavinio. I beni della gente devono essere difesi anche con l’aiuto della gente stessa. La difesa dell’ambiente e della natura costituisce un altro obiettivo a cui dedicare la massima attenzione.

Non è più concepibile, per esempio, pagare bollette esose per un servizio di raccolta dei rifiuti carente in molti suoi aspetti, mentre circa il 35% degli abitanti non pagano tale servizio. Il degrado di Lavinio è sotto gli occhi di tutti. Il degrado è anche il risultato di una mancanza di controlli e di iniziative e penalizza la vita delle tante persone che hanno scelto Lavinio per il livello di vivibilità di cui si poteva godere fino a qualche anno fa. La totale mancanza di servizi acuisce ulteriormente la condizione di chi risiede in permanenza a Lavinio. Nessun centro di attività socio-culturale per giovani e diversamente giovani, nessun punto di prima assistenza sanitaria.

Dopo una lunga battaglia del nostro gruppo era stato aperto un ufficio per l’esperimento delle pratiche amministrative comunali che fu successivamente chiuso. Totale mancanza di una ludoteca per i bambini e per la loro integrazione e così via. A Lavinio non esistono servizi sociali di alcun genere. Totale mancanza di iniziative che possano promuovere il territorio e la storia di Lavinio. Nessun progetto che ne metta in rilievo la valenza naturalistica, culturale e storica. Nessuna attività di tipo promozionale che possa anche servire a bilanciare un degrado che resta grave e progressivo. Basterebbe ricordare che nel 1956 e 1957 Lavinio fu sede del Premio Nazionale di Narrativa, di Poesia e di Pittura Lido di Lavinio; una manifestazione che portò nel Lido di Enea artisti da tutta Italia ed ebbe una risonanza su tutta la stampa nazionale.

Ben altra cosa rispetto alla sagra della vongola verace e del mercatino delle cianfrusaglie cinesi. Situazione infrastrutturale del tutto carente – si legge ancora – pur in presenza di zone di Lavinio in cui i cittadini sono costretti a pagare i servizi essenziali (Tasi) sia al Comune che al Consorzio di Lavinio. Sistema fognario al limite della gestibilità ed in molti casi ben oltre. Sistema stradale in molte aree fatiscente. Carenza della distribuzione del gas metano la cui rete è stata concepita da qualche mente distorta che l’ha disegnata per servire le strade a più bassa concentrazione demografica, lasciando scoperte le aree più intensamente abitate. Il problema dell’immigrazione incontrollata ed in gran parte clandestina sta creando squilibri sociali gravissimi contribuendo al disagio e al degrado di un sistema già abbondantemente compromesso. Il tutto in totale assenza di controllo da parte della Polizia Locale.

La recente costituzione di centri per richiedenti asilo e non di rifugiati come si preferisce definirli – continua il Comitato – costituirà, purtroppo, un’altra ragione per tanti turisti per non venire a passare le vacanze nel nostro litorale che vorrebbe trovare nel turismo una ragione di crescita economica. Questi sono i punti principali su cui il Comitato per Lavinio intende lavorare. Sono argomenti che riguardano da vicino non solo coloro che abitano questo posto ma anche coloro che vi passano periodi di vacanza. In una condizione come quella cui faccio cenno ed in presenza di una realtà politico-amministrativa di cui tutti siamo a conoscenza, non si può pensare che il Comune di Anzio abbia la capacità e la volontà di risolvere i problemi.

Questo è il caso in cui i cittadini debbono riappropriarsi del proprio diritto alla proposta e del proprio dovere alla collaborazione. Velleità operative? Dipende dalla gente che vorrà dare una mano ed una benché minima parte del proprio tempo all’associazione di Lavinio. Le carenze sono tante e per affrontarle c’è bisogno di idee e di collaborazione. C’è bisogno di fare pressione sugli enti preposti alla risoluzione dei problemi ma c’è anche bisogno di dare la necessaria collaborazione perché, purtroppo, le controparti non dispongono della capacità manageriale e della volontà politica indispensabili per salvare Lavinio dal degrado in cui si sta sempre più calando. Scevri dalla inutile difesa di un orticello il Comitato per Lavinio farà sinergia con chiunque intenda lavorare per progetti validi per il territorio.

Ogni cittadino di Lavinio può rivolgersi al Comitato per prestare la propria collaborazione – conclude il comunicato – per aderire anche solo nominalmente e per prospettare problemi di interesse comune. Non c’è bisogno di nessuna formale iscrizione. La sede associativa è aperta ogni martedì  feriale dalle ore 17,30 in viale delle Margherite n 125 (accesso dal garage). L’indirizzo e-mail è comitatoperlavinio1@gmail.com. Il sito del gruppo è in fase di aggiornamento.

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