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Ater, una lettera al Prefetto. Richiesto il blocco dell’esecutività degli sfratti

Crisi abitativa e ripetuti sfratti, situazione drammatica

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Il Faro on line – Egregio Sig. Prefetto, la città di Civitavecchia, nonostante gli sforzi dell’Amministrazione comunale, sta vivendo una situazione di disagio abitativo sempre più allarmante. E’, infatti in continua crescita, complice anche la grave crisi economico-occupazionale del territorio,  il numero degli sfratti da alloggi privati, ricadenti su persone e famiglie in estrema difficoltà, che vivono situazioni di prolungata disoccupazione o che, pur lavorando, non riescono più a sostenere le spese familiari e sono sotto sfratto per causa di morosità spesso incolpevole. Nuclei familiari quasi sempre con minori a carico e, di frequente, con presenza di componenti con gravi malattie,  fatto, quest’ultimo, che non consente di allontanarsi dalla propria città in cerca di lavoro. 

Abbiamo richiesto al Tribunale locale dati certi sugli attuali sfratti in corso di esecuzione, e su quelli ulteriori che seguiranno a breve termine, molti dei quali causati da situazioni di morosità dovuta alla perdita del posto di lavoro, che invieremo alla Prefettura ad integrazione della presente per chiederne la graduazione ai sensi del D.L. 102/2013. Negli alloggi pubblici, sia comunali che dell’Ater,  sono attualmente in corso circa 65 occupazioni abusive, tutte coinvolte in procedure di sfratto, di cui quindici sono giunte nella fase di sgombero forzoso con titolo esecutivo e diversi accessi effettuati. La graduatoria dell’Erp contiene circa 650 famiglie di cui circa 550 teoricamente hanno le condizioni per ambire all’assegnazione di un alloggio popolare, a breve uscirà la nova graduatoria alla quale si aggiungono altre 100 richieste e numerose sono le domande per l’emergenza abitativa all’attenzione del competente Assessorato.

Tutto ciò senza contare poi le famiglie che si trovano in condizione di reddito superiore a quella prevista per la casa popolare, ma che non sono più in grado di pagare un affitto sul libero mercato.La Comunità Sant’Egidio assiste circa 30 persone e 2 nuclei familiari senza fissa dimora, sistemati in roulotte o alloggi d’emergenza, oltre all’incirca altre 30 persone che vivono letteralmente in strada.Inoltre attualmente l’Assessorato, nonostante lo stato di grave sofferenza in cui versa il bilancio comunale e l’enorme taglio di trasferimenti statali e regionali in tale settore, eroga contributi all’affitto e per l’emergenza abitativa, a vario titolo, per persone e nuclei familiari in estrema difficoltà.

La spesa è quasi totalmente a carico del bilancio comunale, basti pensare che per l’anno 2011 la regione ha stanziato l’esigua somma di € 5.529,44, mentre per l’anno 2012-2013 ancora non sono pervenute notizie sull’entità dei contributi. Comprenderà, quindi, come le esigenze, siano, purtroppo, assai superiori alle disponibilità.Una situazione esplosiva con un forte impatto sociale che, oltre ad alterare gli equilibri di decine di nuclei familiari, rischia di avere gravi ripercussioni sull’ordine pubblico e sulla sicurezza dei cittadini. Nell’elenco delle famiglie che a breve subiranno lo sfratto, ve ne sono alcune che rientrano nella graduatoria comunale per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica; famiglie alle quali il Comune non sarà in grado, a breve termine, se non in minima parte, di offrire una soluzione abitativa.

Le assegnazioni verranno, infatti, disposte utilizzando lo scarso patrimonio già esistente poiché nel breve periodo non sono previste consegne di alloggi di nuova costruzione. Infatti nonostante si siano concordati con l’Ater diversi interventi di edilizia pubblica quali l’avvio dei lavori per la trasformazione dei magazzini delle farmacie comunali in cinque/sei nuovi alloggi e la realizzazione di nuovi alloggi in via Canova e Campo dell’Oro nonché si stiano avviando le procedure di esproprio per un area in zona Italcementi da consegnare successivamente alla stessa Ater per ulteriori alloggi, i tempi di attuazione di tali interventi, per quanto brevi, risulteranno comunque troppo lunghi rispetto al disagio immediato in cui versano decine di famiglie. 

Pertanto sono a chiederLe di voler considerare l’eventualità di procedere ad un blocco dell’esecutività degli sfratti in programma nelle prossime settimane sul territorio del Comune di Civitavecchia e prorogarne i termini di almeno un anno, al fine di dare respiro all’emergenza abitativa, evitare situazioni di grave conflitto sociale che possano turbare l’ordine pubblico e consentire all’Amministrazione Comunale di attuare le iniziative già programmate in collaborazione con la locale Ater.Certa che comprenderà la gravità della situazione, in attesa di riscontro, si coglie l’occasione per inviare cordiali saluti.

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