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Al via il Cinquantenario delle Stelle Marine, le mostre e le testimonianze

Tra gli ospiti d’onore, Don Renato Pucci, il fondatore della società, che ha tagliato il nastro della rassegna fotografica, al PalaAssobalneari

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Il Faro on line – Emozione e gioia. Sorrisi e nostalgia. Passione e profonda amicizia. Ricordo e rispetto. Sono questi i sentimenti, con cui hanno avuto inizio le celebrazioni del 50esimo anniversario, della fondazione delle Stelle Marine Basket di Ostia Lido. Dopo tanti mesi di attesa e di accurata preparazione, che Il Faro ha seguito e documentato, il 29 maggio scorso, i festeggiamenti si sono aperti, per onorare la nascita e la vita di una società, che più di una organizzazione sportiva, è una grande famiglia. 

Ed è con questa impronta, che con la sfilata ed il saggio del minibasket e poi con l’inaugurazione della mostra multimediale nella sala interna del Pala Assobalneari, insieme all’apertura di quella dedicata alle 2000 fotografie appese al muro, sopra la balaustra della palestra, l’anima delle Stelle Marine ha cominciato a ricordare e a celebrare i suoi inizi. 
E non solo quelli. Anche il futuro è importante e questa festa, si propone sicuramente di gettare uno sguardo indietro, a quel campo in terra battuta dove tutto ha avuto origine, ma anche di farlo, nei confronti di un futuro, con cui costruire altri 50 anni di storia. Allora, ecco il minibasket festeggiato e celebrato in palestra, con tutti i giovani delle Stelle Marine. I nati, dal 2004 al 2008. In compagnia del comitato organizzatore, i dirigenti, il Presidente Pasquale Pasquinelli e Roberto Pasquinelli, il coach del settore giovanile.

Dal bianco e nero al colore, ecco le miriadi di foto appese al muro. Dai filmati ai cataloghi sportivi delle epoche passate e attuali, poi, i contenuti della sala multimediale, dove molti ex atleti, tecnici e dirigenti, sedendosi ad ammirare i cimeli appoggiati al muro, tra i quali, il trofeo conquistato, per il secondo posto in questa stagione, in Coppa Italia, dalle ragazze di Maurizio Martinoia, promosse in A2, si sono immersi nei ricordi, con nostalgia.

Ed è sempre e solo una cosa che colpisce, di loro, la commozione. “Noi ci emozioniamo, perché tocca una sfera talmente intima, che non si può spiegare. Siamo cresciuti e stavamo sul campo. Ognuno ha vissuto la propria vita, con le sue esperienze. Qui si riazzera tutto. Siamo fratelli di sangue e di pallacanestro”. In questo modo, Aldo Castagna, dirigente e segretario della società, descrive non solo il suo stato d’animo, ma anche lo spirito delle Stelle Marine: “Sono talmente una cosa intima e personale, che la gioia che adesso sentiamo, va condivisa con se stessi. Noi abbiamo la fortuna, di rincontrarci, in quanto puntualmente ritorniamo giovani”. E’ ancora Aldo a parlare ed è vero. La parola d’ordine è “rincontrarci”.
 
Molti infatti sono tornati in palestra, grazie a questa occasione molto speciale. Uno di loro, è una presenza davvero importante. Il fulcro dell’evento del 29 maggio. La persona a cui tutti hanno guardato e grazie alla quale molti, si sono commossi. E’ Don Renato Pucci. Il fondatore. Il precursore. Colui che ha iniziato tutto e ha tagliato il nastro, della mostra, delle oltre 1000 fotografie appese sulla balaustra del parquet.

“Cominciammo dalla base, prendemmo il terreno con il consenso del parroco, ancora in terra battuta e ce lo sistemammo noi. Lui fece fare anche i tralicci di pallacanestro”. Ha 83 anni oggi, Don Pucci, ma ancora nel suo cuore, i ricordi sono vivi e pieni di quel significato, grazie al quale, le Stelle Marine sono nate e cresciute : “Eravamo una società familiare. Abbiamo coinvolto le famiglie. Le prime magliette le cucirono loro. Mia sorella fece i primi gagliardetti”. Il fascino di intervistare qualcuno che nello sport, ha creato una realtà del genere, è impregnata di mistero e di un profondo rispetto e mentre Don Pucci confida quel passato, le sue parole diventano immagini mai sopite : “Ringrazio Dio, perché chi è venuto dopo, come Don Lotti, ha continuato questa opera e ha fatto in modo di incrementare, il lavoro iniziato”.
 
E parla spesso di grazia di Dio, Don Pucci, da buon parroco, arrivato da Rocca Priora, per concelebrare la messa della sera: “Il lavoro che si inizia, seminando, senza preoccuparsi dei risultati, è sempre il migliore”. E sorride uno dei fondatori delle Stelle Marine, colui che si curò non solo della parte strutturale all’inizio, ma anche di quella spirituale: “Tutto questo è una grazia di Dio, che non bisogna sciupare. Bisogna andare avanti, con questo spirito di famiglia. Ormai è diventata una società e ci sono anche interessi economici, da tutelare. Tuttavia, lo spirito con cui bisogna andare avanti, è questo”.
 
Continuano ad essere i sentimenti, la base di questo Cinquantenario e di fronte alle fotografie, si sono alternati ed avvicinati, anche, molti ex atleti e allenatori. Tra loro, anche Nazareno Giustozzi: “L’emozione più grande è quella di oggi. Incontrare di nuovo, tanta gente con cui abbiamo condiviso gioie, sacrifici, tensioni. Diciamo che questo anniversario, ci riporta nel passato. Sento molta gioia. Qui non si veniva solo per giocare, ma anche per stare insieme”.
Nazareno, come lui stesso racconta, è stato allenatore di tante squadre biancoverdi : “Ho allenato il minibasket, la serie C e la serie B femminile, insieme ai ragazzi del 1967 e la juniores”. Anche i suoi occhi non nascondono una profonda emozione, di fronte ai ricordi appesi al muro : “Guardando le fotografie e facendo una considerazione, con quello che c’è oggi, ossia il campo, la struttura e le squadre, portano a pensare sentitamente, al nostro periodo pionieristico e quanto noi abbiamo contribuito al progresso della società”.

Anche Aldo Castagna vuole raccontare ai lettori de Il Faro, un ricordo per lui, particolarmente sentito: “Abbiamo fatto un saggio di Natale. Ho organizzato una nevicata in palestra. C’era una ditta cinematografica che mise dei proiettori. Quelli che buttano fuori acqua congelata. Erano 200 bambini seduti sul parquet, tra i quali anche mio figlio. Luci spente e parte la canzone Bianco Natale, il cannone illumina questi bambini. Tutti hanno visto questa neve e i bambini che guardavano incantati. La luce si riaccende, tutti commossi. Mia moglie insieme a mia figlia che aveva 20 giorni, mi viene incontro e mi abbraccia. Quella è stata l’emozione più grande ed unica. Tutti hanno fatto il saggio. La nevicata in palestra è entrata nella storia. I vecchi ancora la ricordano”.

E’ con questo stato d’animo che il Cinquantenario delle Stelle Marine è cominciato. Gli eventi in programma, come sono elencati sul sito della società (www.stellemarineostia.it) proseguiranno fino al primo giugno, quando la cena di gala, chiuderà l’evento. Si invitano tutti gli appassionati di basket a partecipare.
Foto : Luciano Santi

Alessandra Giorgi

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