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Il Faro alla Giornata della Sicurezza Acquatica, incontra i campioni del salvamento

Per Evitare un Mare di Guai, il punto di vista degli atleti della Fia

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Il Faro on line – Anche loro, tra i protagonisti della giornata dedicata alla sicurezza in mare, al Centro Federale di Ostia, lo scorso 26 maggio. Coloro che attraverso lo sport, si fanno portatori di quei valori del salvamento, che nel mondo, agiscono in favore della vita umana. Tutti insieme dunque, sulla spiaggia dell’Hakuna Matata, immediatamente di fronte al Polo Natatorio, con divisa sociale, costume tricolore e mezzi forniti dalla Fin, i campioni italiani della salvaguardia della vita. 

Loro stessi lo ammettono, spiegando la bellezza di una disciplina, che su tutte, conserva un significato etico che fa certamente, capo alla Carta Olimpica del Cio: “Riusciamo ad unificare, quello che è il salvataggio agonistico con quello didattico”. Con queste parole, Germana Critelli, giovane talento e campionessa della Nazionale Italiana Salvamento, in forza alla Safa 2000, spiega ai lettori de Il Faro, quanto sia preziosa la loro attività sportiva: “Questa è una giornata molto importante per il salvataggio. Riusciamo a far vedere agli altri, come si potrebbe reagire ad una reale situazione di pericolo”.
Anche lei, insieme ai suoi compagni di squadra azzurra, si è tuffata in mare, per mostrare metodi e movimenti, che vanno in soccorso dei bagnanti : “E’ fondamentale sensibilizzare, chi viene a vederci”. 

Il salvamento è una delle discipline sportive più praticate in Italia, anche in virtù degli 8800 chilometri di coste, che il Paese detiene. La Fin, partendo dalla sua attività prettamente più sportiva, si avvia verso un ambito strettamente etico e civile, che bene si integra con i valori sportivi, alzando il livello di idealismo, che lo sport stesso si porta dietro : “Attraverso questi eventi, la Federazione ha la possibilità di dare visibilità alla nostra attività, per far capire veramente, quanto sia importante, sulla spiaggia avere assistenti bagnanti professionisti, che siano in grado di intervenire nelle situazioni di rischio, per salvare la vita dei pericolanti”. Alle parole di Germana, si uniscono quelle di Andrea Piroddi, atleta delle Fiamme Oro, che insieme alla sua collega, si trova in questi giorni, al Polo Natatorio di Ostia Lido, in ritiro, per un collegiale nazionale, in vista dei prossimi Europei di specialità : “Spero si possa trasmettere la reale importanza, quella che poi, noi diamo ogni giorno, praticando questo sport”.
 
Già da 4 anni Andrea, fa parte del Gruppo Sportivo della Polizia di Stato e con passione pratica una disciplina, a cui si è avvicinato per caso : “Mi sono ritrovato, poco più di un bambino, a praticare questo sport. Mi è piaciuto molto. Mi ha trasmesso molte emozioni”. E grazie ad esse, nella sua giovane carriera, può già vantare, momenti importanti vissuti, non solo personali, ma anche collettivi : “Ho fatto una finale mondiale nei 100 metri pinne, dove sono arrivato quarto. Abbiamo ottenuto poi con la staffetta mista, il record del mondo, nel mattino e abbassato ulteriormente il primato, nel pomeriggio”. 

Le particolarità del salvamento, stanno nelle numerose specialità che si alternano, durante la gara. Specialità sportive che si ispirano alla pratica civile ed etica di esso : “Abbiamo l’inserimento del materiale, con torpedo, pinne e manichini – continua a raccontare Piroddi –  in mare, ci sono delle prove molto belle da vedere”.
E l’immenso specchio d’acqua azzurra, è la ragione per cui anche Germana si è dedicata al salvamento : “Il mare è sempre stata la mia grande passione. Vengo dal sud. Siccome, il settore del salvamento ha le gare oceaniche, mi sono affascinata”. La Critelli ha conquistato i Campionati Italiani della sua categoria e si sta preparando, alle competizioni internazionali, della prossima estate: “L’anno scorso ho vinto i Campionati Italiani Assoluti in mare, nella gara con tavola e quest’anno partecipo al collegiale con la Nazionale Assoluta.
Abbiamo i rescues nazionali a luglio, che sono l’ultima gara importante della stagione, a livello nazionale e poi ci saranno gli internazionali, speriamo vadano bene”.
Insieme a loro, anche Diego Giuglar, campione di salvamento della Marina Militare, apprezza le caratteristiche di questa disciplina sportiva: “Mostriamo all’Italia e al mondo, che non conoscono questo aspetto del mare, del salvataggio e della prevenzione, cosa noi facciamo e cosa può fare chi guarda, per evitare qualsiasi problema nelle acque libere”. Diego non ha partecipato direttamente all’esercitazione, ma è stato presente ugualmente ed in veste istituzionale : “Rappresento il mio Gruppo Sportivo, che è coinvolto nell’organizzazione di questo evento”.

Atleta di salvamento, dal 2002, ha partecipato a diverse competizioni internazionali, molto importanti : “Sono stato ai World Games in Cina, nel 2009 e ai Mondiali ad Alessandra d’Egitto, nel 2010. Ho fatto molti risultati importanti, sia con la Nazionale che con le staffette”. Come i suoi colleghi della Nazionale di salvamento, anche lui precisa, gli aspetti etici della loro attività sportiva: “Il salvamento è importante. E’ una vera forma di prevenzione, che è quella fatta dagli assistenti bagnanti, dalla Guardia Costiera e dal 118”. 
Batte forte il cuore di un atleta nel salvamento allora e lo fa ancora, con maggiore passione e amore, anche per la vita che lui tramite la sua disciplina, va a difendere. Sicuramente, una particolarità concessa a pochi sport ed in favore di una disciplina, che sa ben unire i valori esistenziali, a cui tutti gli appassionati, tramite lo sport, imparano a conoscere.

Alessandra Giorgi

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