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Umori e malumori, la politica è in fermento

Destra, centro e sinistra non esistono più. E anche a livello locale il riverbero è evidente

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Il Faro on line (Appunti di viaggio) – Dev’esserci qualcosa nell’aria, quella politica intendo, che in questo periodo sta provocando frizioni sempre più aspre, contenziosi, dissapori. Alcuni evidenti, altri velati. Riguarda un po’ tutti i partiti: da un centrodestra ormai lacerato che cerca faticosamente di ritrovare un’identità e per farlo spinge sull’acceleratore dell’identità nazionale travalicando spesso i confini dell’equilibrio, ad un centrosinistra che non ha più un centro e non trova più una sinistra, col risultato di far implodere il partito più rappresentativo, il Pd.

Dalle lotte di Civati finite sotto i riflettori, ai malumori di Bersani e D’Alema, per finire con l’”operazione De Luca” guidata dalla Bindi, tutto testimonia come la tensione sia alle stelle. Dev’esserci qualcosa nell’aria, dicevamo, perché anche a livello locale ritroviamo uno scenario simile, con motivazioni alcune volte simili a quelle nazionali altre invece più propriamente locali. Con una differenza sostanziale, però: nessuno ne fa cenno ufficialmente.

Niente interviste, né comunicati stampa. Tutto si svolge nel segreto – si fa per dire – delle Commissioni o delle riunioni improvvisate. Negli scontri ad alta voce che, come un ascensore, passano dal primo al terzo piano di via Portuense. Così come nelle proteste che diversi consiglieri hanno esplicitato al primo cittadino rispetto all’azione di diversi assessori, giudicata troppo personalistica, non funzionale all’azione di governo e – in alcuni casi – addirittura controproducente.

La vita politica di questo comune è dunque a un punto di svolta, da qualunque parte la si guardi. Ci sono tutti gli ingredienti: inchieste giudiziarie che aleggiano sulle teste degli amministratori locali pronte (oppure no?) a cambiare gli assetti delle forze in campo; partiti che ormai non esistono più, tanto da dover guardare al nord per avere una stella cometa che guidi un nuovo percorso locale; referenti regionali spazzati via da precedenti inchieste e che hanno lasciato a metà della cottura alcune patate bollenti, tipo il rischio esondazione e la conseguente strada argine oppure la questione-rifiuti; illustri ex ministri che passano da ufficialissime presentazioni di libri a carbonare riunioni per preparare il terreno a una nuova – anche qui si fa per dire – discesa in campo. Ex sindaci che nel silenzio della vita di campagna provano a tessere la tela di una possibile nuova amministrazione.

Inutile dire che la ricerca di alleanze a volte passi per accordi trasversali, carinerie, favori più o meno espliciti; così come le alleanze che all’apparenza sembrano intoccabili passino a loro volta per  dispetti, litigate (a volte furiose). Ora arriva l’estate, e sarà tempo di mare. A meno che una delle Procure tra Roma, Civitavecchia o Rieti non decida di muoversi prima delle ferie.
Angelo Perfetti
 

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