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Consorzio Axa: “Quanto ci costa l’immondizia lasciata per terra?”

Giandinoto: "Le zone in cui sopravvivono i cassonetti trasformano le strade in vere e proprie discariche a cielo aperto"

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Il Faro on line – “Sono trascorse appena due ore dal passaggio dell’Ama, ma i cassonetti sono già stracolmi, inzeppati fino all’inverosimile dagli abitanti dei quartieri intorno all’Axa in cui vige il servizio porta-a-porta, ma che vengono a buttare qui l’immondizia non raccolta a domicilio da ben 5 giorni”. E’ quanto si legge in un comunicato di Maurizio Giandinoto, consigliere del Consorzio Axa.

“In gergo tecnico – prosegue Giandinoto – le zone in cui sopravvivono i cassonetti, come il quartiere Axa, vengono chiamate aree cuscinetto, che servono cioè a compensare il malfunzionamento del servizio porta-a-porta e che nel giro di poche ore trasformano le strade in vere e proprie discariche a cielo aperto, data l’assoluta incapacità recettiva, a fronte della quantità esuberante di immondizia non raccolta. Incapacità recettiva che, per giunta, fornisce una sorta di alibi a chi, poi, trovando i cassonetti strapieni, non si fa scrupolo a buttarla per terra.
Ricordo a questo proposito che buttare l’immondizia per terra è un reato: chi viene colto in flagrante ad abbandonare in terra rifiuti ritenuti non pericolosi e non ingombranti, ammesso e tutt’altro che concesso ci fosse effettivamente un controllo, potrebbe beccarsi la prevista sanzione amministrativa, da 105,00 a 620,00 euro”.

“Così – si legge ancora nel comunicato – come ho già fatto diverse volte, armato di cellulare, senso del dovere e di una abbondante dose di scemenza visto che vado sempre incontro a valanghe di insulti di ogni genere e persino minacce, mi sono fermato una ventina di minuti davanti ai cassonetti di Via Senofane e a quelli di Via Eschilo, al quartiere Axa, pronto a contare tutti quelli che si fermavano per scaricare qui l’immondizia, a valutarne approssimativamente la quantità ed ad immortalare in fotografia chi la buttava per terra. 
Il risultato, come sempre, è stato sconfortante: in 20 minuti ben 43 persone (più di 2 “scaricatori” al minuto!) hanno fermato l’auto davanti ai cassonetti per buttare mediamente un sacco grande di immondizia. Circa 1 mc ciascuno.
Di questi 43, i primi 30/35 hanno finito di riempire i cassonetti, tutti gli altri hanno lasciato i sacchi per terra, incuranti dell’inciviltà del gesto, degli inevitabili risvolti igienici negativi, della possibilità di una multa e soprattutto fregandosene altamente di chi in quelle zone ci abita e, essendo proprietario delle strade, poi per ripulirle deve pagare due volte – altra assurdità! – una al Consorzio Axa e una all’Ama”.

“Sembra già tanto – continua il Consigliere – persino troppo, invece c’è di molto peggio. Quanto pesa sul valore delle case lo spettacolo indecente dell’immondizia che si accumula tutti i giorni sulle strade? Dopo aver consultato diverse agenzie immobiliari di zona, la cifra è: – 18%.
Vuol dire che una casa che fino a qualche anno fa sul mercato valeva, tanto per fare un esempio, 400.000 euro, ora – soltanto a causa dell’immondizia – ne vale 328.000, con una perdita secca di 72.000 euro. Quanto basta per una class action contro l’Ama e richiedere i danni!
Tanto più che i geni che hanno deciso l’introduzione del metodo di raccolta porta-a-porta ne prevedevano in partenza il fallimento, al punto da lasciare appositamente dei quartieri cuscinetto dove accumulare l’immondizia non raccolta, pur sapendo che si sarebbero trasformati in altrettante discariche”.

“Se poi – conclude Giandinoto – a questa perdita di valore del -18% dovuta all’immondizia ci si aggiungono gli effetti della crisi economica, della recessione, delle tasse e di alcune scelte politiche discutibili, le nostre case complessivamente hanno perso più del  40% del loro valore! Evviva”. 

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