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Antonietta Di Martino, addio alla carriera con commozione e applausi

La primatista nazionale, nel salto in alto, dopo un grave infortunio al ginocchio, ha deciso di fermarsi. Suoi, due record, una finale olimpica ed un titolo europeo

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Il Faro on line – Le ha concesso un grande tributo, lo Stadio Olimpico, in occasione della 35° edizione del Golden Gala, Pietro Mennea. E mentre si prendeva applausi ed acclamazioni, dagli appassionati di atletica leggera, ha fatto il suo giro di pista, dopo aver ricevuto un gradito premio per la sua carriera. Antonietta Di Martino infatti, aveva annunciato il suo ritiro, in occasione della conferenza stampa di presentazione, del meeting internazionale della Diamond League 2015, lo scorso 3 giugno, all’Ata Hotel Villa Pamphili a Roma.

La campionessa del salto in alto delle Fiamme Gialle, che conquistò due primati nazionali, uno nel 2007 con 2,03 e l’altro, con 2,04 nel 2011, ha scritto la storia di questa specialità. Questi record ancora imbattuti in Italia, sono là sospesi. Come il suo corpo, per una qualche frazione di secondo, sempre ha fatto, al momento di piegarsi e di superare l’asticella, senza sfiorarla. Il segreto sta proprio lì, allora. Nell’essere la più grande, senza che quel muro invisibile, sia minimamente toccato. 

Lo ha fatto spesso Antonietta, conquistando le sue 3 medaglie d’argento ed una di bronzo. Le prime due ottenute entrambe, nel 2007. E quell’anno fu molto prezioso per lei. Ai Mondiali di Osaka arrivò proprio quel record di 2,03. Un primato che all’aperto, su base nazionale, ancora risulta imbattuto. Un personal best da vantare certamente, nella storia dello sport. Il secondo argento giunse invece, a Birmingham, sempre nello stesso anno agonistico, ma nell’indoor degli Europei. La sala ancora nel 2012, portò fortuna ad Antonietta, che ai Mondiali di Istanbul, salì ancora sul secondo gradino del podio. Il bronzo giunse nel 2011, a Daegu, in Cina. Nella stessa stagione agonistica, aggiunse un centimetro al record nazionale, già conquistato. E quel 2,04 strepitoso, fu ottenuto in occasione del Meeting indoor di Banska Bystrika.
A Parigi quell’anno, salì sul primo gradino del podio, agli Europei, durante la stagione invernale dell’indoor. 

Una straordinaria carriera quella della Di Martino che ha aggiunto al suo palmares, piazzamenti e partecipazioni importanti. Una su tutte, è stata sicuramente quella, di Pechino 2008. La sua presenza alla finale olimpica, segnò il tempo dell’atletica leggera e del suo bellissimo salto in alto. Il quale fu ancora protagonista anche a Pescara, l’anno successivo, ai Giochi del Mediterraneo italiani, dove vinse l’oro ed il titolo. 
L’annuncio a sorpresa, del suo ritiro in carriera, è arrivato dunque, inaspettato. E tutti i presenti all’Ata Hotel, hanno concesso ad Antonietta, un primo e sentito tributo. E la sera del Golden Gala, sono stati in ultimo, i suoi tifosi a farlo. All’interno del contesto dove lei stessa, è cresciuta e ha ricevuto affetto e acclamazioni sportive. Spesso il Golden Gala, lo ha fatto nei confronti dei suoi figli italiani. Tutti campioni di altissimo livello. E durante la conferenza stampa, mentre la Di Martino annunciava questo ultimo evento importante, all’interno della sua carriera sportiva, c’era anche lei. La sua erede, sia alle Fiamme Gialle, che nel salto in alto nazionale, Alessia Trost. 

Antonietta, già dal 2012, soffriva di un grave infortunio al ginocchio, che prolungò il suo arresto anche nel 2013. In seguito, a questo ostacolo, non di poco conto, ha capito di non poter tornare ai livelli agonistici, degli anni più importanti. Ma è rimasta nel cuore. E l’atletica leggera lo sa, tutta intera : “C’è un tempo per ogni cosa ed il mio, nell’atletica è finito”. In questo modo, il sito ufficiale delle Fiamme Gialle riporta le sue dichiarazioni, in conferenza stampa pre Golden Gala. 

La sua grande umiltà, condita al suo grandissimo talento, è un esempio per tutti i giovani che, come lei fece, sulle orme della grande Sara Simeoni, della quale eguagliò con le lacrime agli occhi, il record di 2,03, sperano oggi di eguagliarla. Tra questi, sicuramente spicca la sua collega di divisa, Alessia Trost, che è la grande promessa, ma anche conferma ormai,  del salto in alto femminile, avendo già dalla sua parte, il record di 2,00 metri raggiunti nell’indoor invernale, nel 2013. Con il suo ampio margine di crescita e con l’argento conquistato agli Europei in sala di Praga, lo scorso mese di febbraio, farà dell’eredità di Antonietta Di Martino, un fondamentale insegnamento. 
Resta nella memoria allora, quel salto di Antonietta, leggero, preciso e altamente curvato. Incastrato in un’impronta invisibile nell’aria. Quell’immagine resterà solo sua. E di tutti quelli, che dell’atletica leggera, fanno passione ed entusiasmo, come lei sempre, ha fatto nella sua carriera sportiva.

Alessandra Giorgi

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