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Salvamento, continua il viaggio de Il Faro. Il prezioso supporto delle Unità Cinofile

La descrizione dell’attività, di chi fa della compagnia del cane, una via che porta alla salvezza della vita umana

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Il Faro on line – Il cuore del salvamento passa anche da lì. Dove sta l’assistente bagnante, che deve intervenire in casi emergenza, insieme ad un fedele amico. Il cane lo è, per molti. E le metodologie di salvamento in acqua, lo adottano in modo appropriato, per permettere al suo conduttore di applicare, nei confronti del pericolante, l’intervento risolutivo. E all’interno dell’esercitazione svolta presso lo stabilimento Hakuna Matata di Ostia Lido, una delle rimostranze importanti, è stata questa. 

La Giornata del Nuoto e della Sicurezza Acquatica, promossa dalla Federazione Italiana Nuoto e dal mondo del salvamento, sportivo ed istituzionale, ha adottato tale denominazione, per Evitare un Mare di Guai, in acqua, come anche nella vita di tutti i giorni, quando la vita umana deve essere protetta e salvata. E questo slogan, è stato il più appropriato, in riferimento agli uomini e ai mezzi, che sulla spiaggia di fronte al Centro Federale di Ostia, hanno dimostrato di essere il top esistente. 

E’ fondamentale quindi, la formazione, come anche l’impiego delle unità cinofile. I cani possono dare un supporto risolutivo al suo conduttore/assistente bagnante, che in mare, deve accorrere in aiuto del malcapitato: “Facciamo parte del Centro Fin di Unità Cinofile. Da due anni siamo operativi con loro – in questo modo, Marco Milani, Presidente del Centro Unità Cinofila di Salvataggio, con sede a Santa Marinella, nel Lazio, ha introdotto la descrizione dell’attività dell’organizzazione, continuando a spiegare – siamo nati come scuola dei cani di salvataggio e abbiamo una grande attività. Vogliamo diventare un fiore all’occhiello, nelle operazioni di salvamento”. 

Seduto al parterre degli ospiti, post esercitazione in mare, il Presidente Milani spiega come viene effettuato l’impiego dei cani e come essi si inseriscono nel programma del salvamento italiano: “Il cane deve essere un supporto per l’assistente bagnante. Il salvataggio lo farà sempre quest’ultimo e ne risponderà sempre in prima persona, tuttavia, il cane rappresenta sicuramente, un supporto valido”. La sua descrizione entra nello specifico e chiarisce come l’aiuto, del prezioso amico dell’uomo, avviene in una situazione di pericolo: “C’è una persona, presa da crampo, in acqua. L’assistente bagnante si tuffa in mare, arriva e si accorge che la corrente, non gli permette di effettuare un primo esercizio di decamprizzazione. Ecco, arriva il cane, allora. In quel frangente, interviene. L’assistente bagnante lo fa appoggiare alla persona e lui, alle spalle di essa, comincia ad effettuare, la decamprizzazione”.

Quanto sia importante l’intervento del cane, è facilmente intuibile : “Questo è l’aiuto che fornisce”.  Il Presidente Milani ci tiene molto a descrivere come questo animale, dalla compagnia piacevole e quotidiana, sia di estremo sostegno a chi in mare, richiede un aiuto improvviso : “E’ il conduttore principale per arrivare a terra e riesce a sfruttare le correnti. Viene ad esso, naturale”. Ma come per l’assistente bagnante, che ha necessità di formarsi, la stessa cosa, avviene per il cane : “Siamo noi che dobbiamo sviluppare tutte queste doti naturali e metterle a profitto, nel discorso del salvataggio”. 

All’interno del sistema strutturale della formazione, organizzato dalla Fin, i criteri con cui il cane può partecipare ed intervenire, sono precisi : “Ogni conduttore è il proprietario del cane. Come se fossero padre e figlio. Bisogna avere il brevetto di assistente bagnante, per il conduttore ed uno anche, per il cane e quindi, per l’unità cinofila. Un documento quindi riconosciuto. Dalla Fin oppure dalla Fisa. Questo permette di accedere in spiaggia.

L’ordinanza balneare in questo caso, è comunale e comunica che, si può accedere al lido, soltanto con cani per non vedenti o cani di salvataggio, condotti da un brevettato, in coordinazione con la Capitaneria di Porto – continua a raccontare Marco Milani –  per questo motivo, da una passione, può nascerne  un lavoro”. 

La passione per il mare e per la compagnia di un cane, dunque, può salvare una vita umana e la frase ricorrente della giornata del 26 maggio, è stata continuamente questa : la salvaguardia della vita umana. La più alta e nobile nozione, che richiama il meglio di ognuno. E’ per questo che, la Federazione Italiana Nuoto si fa il centro di questa operazione per coinvolgere enti, uomini e strutture che siano perfettamente in grado di finalizzare, questo concetto : “La nostra attività con la Fin è fondamentale, stiamo cercando di sviluppare un settore perfetto. Abbiamo dei progetti molto importanti in embrione, in quanto essa stessa, vuole il meglio a livello internazionale”. 

La perfezione parte certamente da chi, poi, in acqua, ha la responsabilità di andare e di provvedere immediatamente a salvare la vita di una persona. In questo caso, tra i tanti professionisti presenti in spiaggia, il Faro on line ha incontrato uno di loro, subito dopo la dimostrazione effettuata ed ancora bagnato di salsedine. Insieme al suo fedele amico, razza terranova : “Mi chiamo Domenico Fralana. Il mio cane, si chiama Ettore. Siamo a disposizione della Protezione Civile ed interveniamo in casi di emergenza. Per preparare i cani in acqua, ci vuole molta dedizione e tanto allenamento. Facciamo una scuola di addestramento, insieme a loro. C’è n’è una specifica, per l’unità cinofila e quel feeling prezioso con il cane che si instaura, nasce nella quotidianità e nella pratica giornaliera”.

Un grande lavoro di squadra, quindi. Una grande amicizia, tra l’uomo ed il cane che porta ad un nobile fine. E la Fin insieme con l’Unità Cinofila Nazionale, lo hanno ben compreso. 

Alessandra Giorgi

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