Seguici su

Cerca nel sito

Ex dipendenti Alitalia Cai, c’era una volta…. le realtà dimenticate

I fallimenti del lavori sul territorio: perchè poi si abbandonano le persone? Oggi un presidio a Montecitorio di ex lavoratori Alitalia Cai

Più informazioni su

Il Faro on line – Dal 2009  un gruppo di ex lavoratori licenziati da Alitalia Linee Aeree Italiane tenta di trovare una soluzione  per chi, mandato via illegittimamente , oggi si trova tra i 40 e i 50 anni isolato da tutto e senza possibilità. “Siamo ancora in circa 2700 della vecchia alitalia ad essere rimasti”appesi” su tutto il territorio nazionale, ma nella realtà siamo soltanto più o meno in 250 ad avere sempre chiesto riqualificazione e possibilità lavorativa – informano questi lavoratori – Il Ministero del lavoro in questi anni ci ha sempre rimandato alla Regione che ci rimbalzava al Ministero.Questi ex lavoratori  Alitalia Lai sono un problema  Nazionale o Regionale?”.

“Alla fine del 2014, come del resto si sapeva, la nuova Alitalia Cai, quella dei capitani coraggiosi scesi in campo per salvare l’alitalia e la sua italianità, ha prodotto altri 2000 licenziati per i quali il Ministero del lavoro approva un piano regionale di ricollocazione e riqualificazione – prosegue la nota – E noi? E il nostro accordo del 2008 che chiamava in causa Italia Lavoro ,pensato con le stesse caratteristiche?Perchè questa discriminazione tra lavoratori? Già licenziati illegittimamente e in maniera differita, isolati e abbandonati, senza risposte, oggi siamo ancora una volta discriminati rispetto a chi ha avuto un lavoro per quasi 7 anni. Siamo stanchi di chiedere dignità, equità, possibilità, quello che dovrebbe essere ovvio avere dallo stato”.

Oltre 8 milioni di euro sono stati stanziati per il piano Alitalia Cai. Si può riconoscere un accordo successivo negando, disconoscendo, disattendendo un accordo precedente in cui il governo italiano ha fatto da garante? La mobilità terminerà a Ottobre e non abbiamo più tempo, sono anni che chiediamo politiche attive e possibilità di rientrare nel ciclo produttivo. La mattina dell’8 giugno, quella del 10 e dell’11  saremo a Montecitorio”.

Più informazioni su