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Altro consiglio comunale dell’era Acquarelli andato a vuoto

Se il prefetto mette in atto quanto comunicato nella proroga per approvare il rendiconto 2014 il Comune dovrebbe essere sciolto e commissariato

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Il Faro on line – La seduta del consiglio comunale di Ardea di ieri, con all’ordine del giorno la discussione del rendiconto 2014, si è sciolta per mancanza del numero legale. Il presidente del consiglio Fabrizio Acquarelli ne ha convocata un’altra per il prossimo 18 giugno alle 22. Intanto arrivano da parte dei consiglieri di opposizione diversi comunicati nei quali si implora al Prefetto di lasciar cadere la sua mannaia su questa amministrazione ridando la parola ai cittadini.
Cristina Capraro (Psi) dall’opposizione ricorda al prefetto il suo ultimatum e scrive: “Il prefetto Gabrielli era stato chiaro: 20 giorni di proroga dalla data di notifica della diffida del 14 maggio scorso per approvare Il Rendiconto della gestione finanziaria 2014, pena l’applicazione degli adempimenti di legge previsti dall’art. 227, comma 2 bis e dell’art. 141, comma 2 , che contemplano la possibilità di scioglimento del Consiglio comunale. Ieri mattina poteva essere l’ultima occasione utile per scongiurare questa possibilità, ma come pensavamo, il braccio di ferro tra i Consiglieri di maggioranza ha avuto la meglio sulle esigenze dei cittadini di Ardea. Mi auguro che il Prefetto Gabrielli, dal momento che i proclami dei Consiglieri di maggioranza di essere disponibili a dimettersi e a mandare a casa il sindaco si risolveranno in un nulla di fatto come sempre, prenda provvedimenti immediati e risolutivi che possano salvare questo paese dalla politica del malaffare e del personalismo”.  

Come sempre durissimo il comunicato del consigliere Fanco che scrive: “Il Sindaco Di Fiori oltre la dignità politica ha perso anche quella di uomo ! Rimane attaccato alla poltrona nonostante da tempo non ha più la maggioranza e non ha il coraggio di dare le dimissioni per oscuri…o meglio noti motivi! Ora il Prefetto Gabrielli, dopo la diffida al Sindaco di Ardea di approvare il rendiconto di gestione dell’esercizio 2014 Prot. n. 0137303 del 14/05/2015 entro il termine massimo di venti giorni, deve dimostrare serietà, legalità e coerenza, ovvero deve rispettare la normativa vigente che impone di nominare un commissario ad acta e con conseguente inizio della procedura per lo scioglimento del Consiglio comunale”.

Altro comunicato quello dei consiglieri di maggioranza Marcucci e Iacoangeli che dichiarano di essere pronti a firmare per mandare a casa questa Amministrazione e scrivono: “Considerato il totale stato di fermo amministrativo del comune di Ardea determinato soprattutto da conflittualità politiche, di cui sono chiaramente responsabili partiti ed esponenti della maggioranza che volutamente impediscono da troppo tempo qualsiasi attività e decisione che sarebbero necessari per lo sviluppo del territorio e per il miglioramento dei servizi ai cittadini.
Rilevato che è ferma da tempo persino l’approvazione del rendiconto finanziario 2014 con la conseguente ulteriore paralisi di ogni atto dell’ente.
Preso atto che anche in data odierna non si è potuto svolgere il consiglio comunale per l’assenza di numero legale dovuto dall’irresponsabile comportamento di partiti ed esponenti della maggioranza.
Sottolineato altresì che anche le poche decisioni fin qui assunte dalla Giunta e dalla dirigenza risultano contraddittorie e incomplete e inoltre prese in maniera non collegiale.
Per le suddette ragioni riteniamo che sia esaurita ogni possibilità di svolgere una positiva azione amministrativa per risolvere i tanti problemi rimasti sospesi, pur se da tempo sollecitati e discussi in tutte le sedi opportune, dichiarano fin da subito la volontà di dimettersi unitamente a tutti i consiglieri comunali disponibili a fare lo stesso per consentire di ridare la parola ai cittadini per la scelta di un’amministrazione efficiente, capace e produttiva”.

Incredibile, si è convinto anche Nazareno Sperandio (Udc) che laconico si associa a quanti vogliono staccare la spina perché si è convinto dell’inutilità dell’azione di proseguire.

Mentre Massimiliano Giordani di Fi ha già dichiarato: “non voterò a favore di questo rendiconto fintanto che non ci sarà chiarezza sulle destinazioni di spesa del preventivo di bilancio che si sta mettendo a punto”. Un modo elegante per dire andiamo a casa.

Mentre Policarpo Volante, unico esponente del gruppo Udc, appellandosi al Prefetto  ha detto: “Oggi non sono entrato in aula per palesare la mia contrarietà a questo Sindaco e spero nell’intervento del prefetto Gabrielli a ché sciolga finalmente questo comune”.

Intanto il Sindaco sentito in piazza ha detto: “Sarebbe ora che riescano a prendere una decisone, a me sta bene qualunque essa sia”.

Forse visto i precedenti, non crede che i consiglieri di maggioranza firmeranno mai. Ormai i consiglieri tutti, di opposizione e di maggioranza, hanno intrapreso una strada senza ritorno, ormai dopo tanto agonia per la popolazione siamo giunti alla fine.
Ormai nessuno può più accampare scuse neppure l’attuale presidente del consiglio Fabrizio Acquarelli che non è riuscito a consumare un consiglio comunale, una presidenza che scioglierebbe addirittura la Sacra Rota.
Ora Acquarelli non ha più scuse se veramente vuole mandare a casa il Sindaco basterebbe che si unisce ai consiglieri Marcucci ed Iacoangeli che uniti a quelli dell’opposizione farebbero per la prima volta un servizio al paese.
Solo ora si vede se l’opposizione è veramente intenzionata a staccare la spina.

Luigi Centore

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