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Comitato per la legalità: “Chiediamo ai politici di intraprendere una strada nuova”

Il Comitato: "Siamo certi che fuori dal palazzo esiste una Città migliore"

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Il Faro on line – “Abbiamo già più volte evidenziato le logiche affaristiche e la spregiudicatezza della politica locale e dell’amministrazione comunale. Abbiamo rilevato i numerosi casi di parentopoli e le stranezze negli affidamenti diretti, negli incarichi, negli appalti, nella gestione del sociale, nelle manutenzioni, nelle opere pubbliche, nella trasparenza amministrativa, ecc. E adesso, che il lento cammino della giustizia, comincia a confermare le nostre affermazioni, e si profilano i primi provvedimenti a carico di specifici personaggi, non ci sentiamo appagati e non abbiamo nessuna intenzione di esultare”. E’ quanto si legge in un comunicato del Comitato per la legalità.

“Anzi – prosegue il comunicato –  prendiamo le distanze dalle invocazioni forcaiole e dal compiacimento per le sventure altrui, anche riguardo a chi si è macchiato di reati gravi o riguardo a chi ha interpretato il ruolo politico con superficialità e stupidaggine. .
Da sempre abbiamo confidato nella via politica del risveglio dei cittadini, non nella via giudiziariache, quando colpisce è sempre troppo tardi e comunque non risolve i problemi. E in ogni caso colpisce solo in superficie. Pur se soddisfatti per la auspicata definizione delle indagini, ci dispiace per le vicende personali che colpiscono persone note in città. Ma soprattutto, ci dispiace che, per fermare situazioni così gravi e diffuse che sono evidenti e palesi e che da un anno abbiamo segnalato, si debba arrivare fino ad attendere l’intervento della magistratura. Perché la politica è famelica e non intende fermare la propria ingordigia se non viene fermata dalle forze dell’ordine”.

“Ormai è da un anno – si legge ancora nella nota – che invitiamo i rappresentanti politici a cambiare registro e ad avere il coraggio e l’intelligenza di intraprendere una strada nuova: quella della correttezza istituzionale e del rispetto delle regole civili. Ci hanno persino risposto che non gradivano i nostri sospetti e che se aspettavano il postino (che adesso è arrivato) e in qualche caso, al culmine della spocchia, ci hanno denunciato per fatti così banali che hanno avuto l’effetto di confermare le nostre accuse più gravi. Adesso, a un anno dalla nostra costituzione, alla luce degli eventi recenti, sentiamo la necessità di rivolgere un nuovo invito a tutti gli amministratori, consiglieri e assessori, affinché avvertano, come tutti i cittadini, la necessità di dare un passo diverso alla politica e alle speranze della nostra città, in direzione della legalità e del perseguimento dell’interesse collettivo”.

“Non chiediamo – prosegue il comitato – che vadano tutti a casa o tutti in galera. Non abbiamo mai cercato il conflitto, ma abbiamo cercato (e lo faremo ancora) il confronto e il dialogo, proprio per ridare nuovo slancio alla partecipazione, al di fuori dai circoli di partito e al di fuori dai legami di parentela o comparaggio che, da troppo tempo, condizionano la vita nella nostra città”.

“La nostra città – continua – ha bisogno di ritrovare un modo sano di fare politica. Nel confronto vero, lontano dai soliti affaristi che hanno fatto della città un luogo di conquista e profitto personale. E lontano dai “politici a ogni costo”, senza arte né parte, che sfruttano posizioni e ideologie per guadagnare un ruolo politico, anche cambiando casacca con noncuranza, per poi assecondare ogni volontà e ogni capriccio, di chi sta al potere, senza remore di carattere etico o morale. Lontano dalle “persone tappezzeria” che arredano partiti, movimenti e circoli, assicurando il silenzio su ogni questione e spegnendo ogni manifestazione di democrazia. Lontano da chi utilizza gli emblemi delle istituzioni, anche le più nobili, per interessi personali. Lontano da chi sfrutta la debolezza dei disabili e dei disagiati per fare business. Lontano anche da chi intende la politica come una gita per comitive di amici che si chiude con un karaoke o con la festa di piazza. Ma lontano soprattutto da quei finti giovani che hanno venduto la freschezza dell’età per una sedia nel palazzo, al servizio di chi non li stima e li utilizza come servi stupidi”.

“E’ per questa ragione che il Comitato ha inviato a ogni consigliere e assessore una copia della lettera di Papa Francesco, dal titolo il pane sporco della corruzione, allo scopo di proporre una riflessione sull’importanza del ruolo rivestito e sui pericoli della corruzione, anche attraverso il silenzio e il far finta di non avere visto”.

“Noi siamo certi che – conclude il Comitato – fuori dal palazzo, esiste una città migliore. E nei prossimi giorni avvieremo i contatti con la parte sana della città e con le associazioni, anche politiche, che ancora riconoscono valore alla legalità, alla correttezza e al servizio nell’interesse collettivo, per costruire un percorso comune, trasversale, da cui rifondare un nuovo modello di dialogo con tutti, indipendentemente dall’appartenenza”.

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