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Cristina Capraro (Psi): “Il prefetto Gabrielli ci salvi”  

Il consigliere Capraro: "Tutti si lamentano, ma nessuno sembra far nulla per mettere la parola fine a questa Amministrazione"

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Il Faro on line – “Il prefetto Gabrielli era stato chiaro: 20 giorni di proroga dalla data di notifica della diffida del 14 maggio scorso per approvare il Rendiconto della gestione finanziaria 2014, pena l’applicazione degli adempimenti di legge previsti dall’art. 227, comma 2 bis e dell’art. 141, comma 2 , che contemplano la possibilità di scioglimento del Consiglio comunale.
Ieri mattina poteva essere l’ultima occasione utile per scongiurare questa possibilità, ma come pensavamo, il braccio di ferro tra i Consiglieri di maggioranza ha avuto la meglio sulle esigenze dei cittadini di Ardea”. Si legge in una nota della Consigliera Psi Cristina Capraro, diffusa a seguito della quarta convocazione consecutiva del Consiglio comunale per discutere del documento di rendicontazione relativo all’esercizio finanziario 2014.

“Quello della casa comunale – continua Capraro – sembra essere diventato il muro del pianto: tutti si lamentano, dai consiglieri di maggioranza ai dipendenti comunali, dai cittadini agli alti funzionari, ma nessuno sembra far nulla per mettere la parola fine a questa situazione vergognosa, in cui l’immobilismo e l’assenza da parte dell’Amministrazione la fanno da padrone. Ancora una volta le beghe interne alla Maggioranza e l’indiscussa incapacità del sindaco di tenere unita la sua squadra di governo, mettono in evidenza il totale fallimento di questa amministrazione e la necessità di dare una svolta decisiva a questo fiume in piena che sta portando Ardea e i suoi cittadini in uno stato di degrado vergognoso”.

“Mi auguro – conclude la Capraro – che il Prefetto Gabrielli, dal momento che i proclami dei Consiglieri di maggioranza di essere disponibili a dimettersi e a mandare a casa il Sindaco si risolveranno in un nulla di fatto come sempre, prenda provvedimenti immediati e risolutivi che possano salvare questo paese dalla politica del malaffare e del personalismo”. 

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