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Si uccidono con i pesticidi perché i genitori emigrano

Il Faro on line – Abbandonati dai genitori quattro bambini si tolgono la vita mangiando dei pesticidi. E’ accaduto a Taiankan alla periferia di Bijie in Cina. Le autorità cinesi stanno indagando sull'apparente suicidio dei quattro bambini, tre bambine e un maschietto fra i 5 e i 13 anni, abbandonati dai loro genitori emigrati nella speranza di trovare un lavoro. Questo non è il primo caso di abbandono di minori come non è la prima volta che i piccoli si tolgono la vita nel momento in ci si rendono conto che la loro mamma e il loro papà non torneranno più a casa da loro.
 
In Cina sono almeno 61 milioni i minori che, loro malgrado, vivono separati dai genitori emigrati alla ricerca di lavoro. Solo un terzo vive con i nonni mentre poco più del 10 % viene affidata a dei vicini o a dei parenti. Questi sono quelli che potremmo definire fortunati mentre almeno due milioni vengono abbandonati. Soli e in balia di estranei sono spesso vittime di abusi, di maltrattamenti o finiscono nel traffico di esseri umani.
I migranti che tentano la sorte spostandosi dalla campagna alla città in cerca di lavoro spesso non possono o non sono in grado di portare con sé i figli e si vedono costretti ad abbandonarli. Alla crisi, alla mancanza di soldi e alla disperazione dei genitori che abbandonano i propri figli, si aggiunge il rigido sistema che regola la residenza, chiamato Hukou, che vieta ai migranti l'accesso al welfare e alla scuola anche se abitano in città da decenni.
Daniela Pozone

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