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Teatro Lea Padovani: La nuova fatica di Dacia Maraini per la regia di Manfré

Progetto di Residenza Culturale: "Dialogo di una prostituta con un suo cliente"

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Il faro on line – Il prossimo 16 giugno alle ore 21, al teatro Lea Padovani di Montalto di Castro, debutterà in anteprima nazionale “Dialogo di una prostituta con un suo cliente” di Dacia Maraini per la regia di Walter Manfrè. L’anteprima dello spettacolo è preceduto da un periodo di residenza (7 | 15 giugno) presso il teatro Lea Padovani. L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto di Residenza Culturale, giunto alla seconda edizione, che l’Atcl (Associazione teatrale fra i Comuni del Lazio) porta avanti in collaborazione con il Comune di Montalto di Castro. Il progetto nasce dalla volontà di creare un modello di produzione e diffusione della cultura dello spettacolo dal vivo, attraverso la realizzazione di un laboratorio di pensiero stabile, che valorizzi il teatro come luogo permanentemente abitato dalla comunità, dagli artisti e dalle forze associative locali.

In due edizioni il Lea Padovani ha già ospitato diverse residenze di artisti con realizzazione di spettacoli e prove aperte alla cittadinanza, ha realizzato laboratori di teatro, danza, musica, a partecipazione gratuita, ha ospitato il cartellone di teatro di prosa in abbonamento e numerosi spettacoli di prosa, danza e musica. Nella residenza condotta da Manfrè, tra gli attori, Rossana Bellizzi, Mauro Recanati e il dipendente comunale Enzo Tagliaferri che lavoreranno sul testo scritto da Dacia Maraini negli anni Settanta, anni cruciali in cui non c’era spazio in teatro per le donne, come ricorda l’autrice stessa. Erano gli anni della riflessione sul grande tema della libertà, la sfida necessaria posta dal movimento delle donne: libertà di scegliere e di decidere, di desiderare.

In questa messinscena Walter Manfrè ci darà una lettura fortemente legata e ispirata alla propria personale esperienza di quegli anni, di quel rivoluzionario ’68 visto dai suoi occhi di ventenne, studente universitario siciliano, profondamente ispirato dal pensiero di Pasolini, Moravia, Havel, Arrabal, Pinter e oggi, nostalgico amante del Mastroianni felliniano, che sopra ogni cosa, ama le donne. “Amo la donna, questo ho sempre pensato, come Mastroianni dei film di Fellini, con una, forse, nostalgia di quello che era e con la voglia di vivere con lei una notte d’amore come in un sogno felliniano – afferma Walter Manfré – Così ho voluto far incontrare – lo posso fare perché sono un regista di sessantacinque anni, radicale e libero – il mio uomo, l’uomo di Fellini, Fellini dunque, con Dacia e vedere se, attraverso un incontro di anime contemporanee, possa nascere una storia non d’amore, ma di cosmica ricerca di serenità”. 

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