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Tegola su Canapini e Di Nola: condannati a pagare 309.000 euro

Sentenza del Tribunale di Velletri sul caso delle fibre ottiche. Esclusi dal giudizio il Comune e l'ex Direttore generale Pascucci. E intanto sul territorio ci sono 78 km di cavi quasi inutilizzati

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Il Faro on line – Trecentonovemila euro e spicci. E’ la condanna che il Tribunale di Velletri, seconda sezione civile, ha comminato (sentenza n. 1908/2015) nei confronti di Mario Canapini e Patrizia Di Nola. Una vera e propria mazzata, anche perché dal giudizio sono stati esclusi sia il Comune di Fiumicino in quanto ente sia l’ex Direttore generale Giancarlo Pascucci, e dunque a dover pagare, secondo i magistrati, debbono essere solo loro, l’ex sindaco e la dirigente comunale.

Sullo sfondo la storia delle ormai famose fibre ottiche sul territorio, che per anni ha tenuto banco sui social network grazie ai post di Marco Germani, prima consulente del Comune poi attore della causa per veder riconosciuto il proprio ruolo professionale. Ma Germani non si è mai fermato a facebook; parallelamente alla sua opera di informazione pubblica mandava avanti le pratiche legali, che ora sono arrivate a mèta.

La storia, in poche parole, è questa. Germani dall’aprile 2004 al maggio 2006 ha avuto un incarico per la “Gestione delle risorse informatiche” del Comune; dal giugno 2004 al dicembre 2005 è stato anche “consigliere per l’innovazione tecnica – impianti a rete del Comune di Fiumicino”. Incarichi a titolo gratuito, se la sua figura fosse rimasta di mera consulenza esterna.

Dagli atti del procedimento, invece, risulta che Germani abbia avuto parte attiva negli accordi trentennali che il Comune di Fiumicino e Fastweb hanno stipulato, con il passaggio della fibra ottica da Ostia a Torrimpietra, la cessione di 24 cavi di fibre ottiche sulla via Aurelia per Aranova-Palidoro,  internet gratis a 10Mb e chiamate illimitate Voip tra le sedi di pertinenza comunale.

Insomma, non proprio una figura marginale, con tanto di documentazione ufficiale con lo stemma del Comune. O almeno questo è ciò che hanno pensato i giudici in primo grado (l’appello è sempre possibile nei termini di legge) tanto da dare ragione a Germani nel chiedere di essere pagato per quella che si era trasformata da consulenza a rapporto di lavoro determinato, professionalmente rilevante.

Ma – per dirla non in termini giuridici ma in parole povere – dato che in Bilancio non è mai stata inserita alcune voce che definisse la sua figura professionale, i magistrati  hanno ritenuto che la responsabilità fosse diretta del Sindaco e del Dirigente che firmava le note. Nemmeno il Direttore generale è stato coinvolto, perché non è mai stato parte attiva delle disposizioni, dei carteggi e delle riunioni con lo stesso Germani.

A 6 anni di distanza dall’interruzione del rapporto, dunque, si è arrivati a una prima definizione giudiziaria: condanna a pagare euro 309.378,60 più le spese di giudizio. Che pesano  come un macigno solo sulle spalle di Canapini e della Di Nola.

Ma che fine hanno fatto tutte quelle fibre ottiche, che poi alla fine sono la base di tutto il contenzioso giuridico? La risposta, se vogliamo, è ancora più sconvolgente della sentenza stessa contro l’ex sindaco. Quei 78 chilometri di cavi in fibra ottica passati tra tutti – dico tutti – gli uffici comunali, sezioni principali e decentrate, e che hanno raggiunto tutte le scuole, non vengono utilizzati. O meglio, vengono utilizzati solo in minima parte, nel tratto che da via Portuense arriva a piazza Grassi, per fare un esempio. Ma poco di più.

C’è già tutto: tubi passati, cavi cablati. Manca solo da fare le connessioni e poi uffici e scuole sarebbero tutti interconnessi. Eppure non è stato fatto. Le scuole continuano a pagare le telefonate con il Comune e tra gli stessi istituti (che con il Voip potrebbero essere gratis) non hanno internet ad alta velocità e quello che hanno comunque lo pagano a parte (e invece avrebbero addirittura la fibra ottica “davanti” la porta dell’Istituto e il contratto gratis con Fastweb per decine di anni).

Insomma, un vero e proprio spreco, definito in dettaglio dal Ctu del Tribunale. Al limite dell’attenzione della Corte dei Conti, per un continuo esborso di denaro pubblico che potrebbe essere risparmiato solo attivando ciò che già esiste. Un lavoro da fare in appena 45 giorni, se mai qualcuno decidesse di farlo; addirittura possibile prima dell’inizio del nuovo anno scolastico.

Un’opportunità sfruttabile anche per le telecamere di videosorveglianza del territorio, altro progetto in itinere da anni, che potrebbero essere collegate tramite fibra.

Non solo, ma grazie ad una modifica del “regolamento cavi“ comunale fatta qualche anno fa, ogni scavo fatto sul territorio per lavori pubblici ha portato con sé il posizionamento di un tubo vuoto di proprietà del Comune. Sapete cosa vuol dire questo? Che quando, per esempio, a via Castellamare hanno fatto i lavori per il gas è stato interrato anche un tubo vuoto lungo tutta l’arteria. Usarlo per allargare la rete in fibra sarebbe un attimo… E così sul resto del territorio.

E sarebbe il caso di ricordarselo quando si faranno i lavori della ciclabile su via Coccia di Morto, così  anche in quel caso l’autostrada per internet sarebbe già pronta. Ma questa è un’altra storia…
Angelo Perfetti
 

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