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La saga dei numeri: 8,3 ettari di edificato per delocalizzare Passo della Sentinella

Questa settimana il Consiglio più caldo dell'estate. Sul tappeto il trasferimento degli abitanti di Fiumara Grande

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Il Faro on line (Appunti di viaggio) – Inutile girarci intorno: tutta la questione di Passo della Sentinella passa per un solo grande punto, la delocalizzazione. Gli studi, le planimetrie, le relazioni, i progetti ruotano intorno a quello che è stato da sempre lo scoglio più difficile da rimuovere,  e cioè lo sgombero degli abitanti di Fiumara grande per trasferirli in case di edilizia residenziale pubblica.

Ecco, la relazione che questa settimana sarà all’attenzione del consiglio comunale – che dovrà decidere sul tema – verte proprio su questo. All’interno tavole e tavole di analisi, per dimostrare quanto sarà pericolosa l’area dopo la costruzione dell’argine che – di contro – libererà l’Isola sacra dal vincolo esondazione.

Dati e numeri incontestabili, una volta deciso che l’argine va fatto così come disegnato sulle tabelle. Ma è proprio questo il punto che da sempre i residenti di Passo della Sentinella contestano: davvero non c’era un altro modo di affrontare la questione? Certo che mettere un muro alle spalle delle case vuol dire automaticamente metterle a rischio in caso di esondazione, ma è possibile che quella dell’argine fosse l’unica strada percorribile? O forse – pensano – è solo quella più remunerativa per qualcuno, visto che “qualcuno” dovrà pur costruire le case che dovrebbero ospitare le famiglie evacuate?

Altro punto che non torna è quello relativo al concetto di abusivismo. Nella relazione si parla di insediamenti “totalmente abusivi”, forse confondendo il concetto con la parola “spontanei”. Perché se è vero che all’inizio quelle case sorsero in totale autonomia, senza permessi di sorta, è altrettanto vero che nel corso degli anni alcune posizioni sono state sanate, al punto che ci sono cause vinte contro la Regione Lazio, e comunque quei cittadini sono invitati a pagare le tasse di loro competenza. Insomma – dicono i residenti – se uno è abusivo non esiste per il Comune, e non è possibile che sia visibile se c’è da pagare e invisibile se c’è da sgomberare.

Ma dove dovrebbero sorgere poi queste fantomatiche “case erp”? Praticamente sarebbero attaccate alla strada argine, nel tratto più a nord del percorso, in una zona di pertinenza regionale.

La reazione di 32 pagine conclude affermando la sostanziale necessità di evacuare l’area, restituendo a tutti i cittadini la visione del mare in quell’area e ai residenti di Passo della Sentinella la sicurezza quotidiana in strutture idonee all’uso abitativo servite da fogne e rete idrica in 8,3 ettari di terreno.Tutto questo sarà oggetto del prossimo consiglio comunale. Che si preannuncia molto, molto caldo.

Attenzione però a pensare che una volta costruito l’argine, l’Isola Sacra potrà stare tranquilla. All’orizzonte si preannuncia l’ennesimo vincolo, stavolta imposto dal Consorzio di Bonifica, che riporterà – come in un perverso gioco dell’oca – tutte le pedine al punto di partenza. E cioè senza avere la possibilità di costruire, almeno in gran parte del territorio.

Angelo Perfetti

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