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Comitato Civico 2013: “L’idea di Sabella per il verde pubblico…. pronto l’esposto”

Comitato: "Sabella vuole usare i detenuti per mantenere il decoro urbano. Ai dipendenti comunali che gli farà fare?"

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Il Faro on line – “Sabella usa i detenuti per la manutenzione del verde in somma urgenza come ‘scudi umani’ per nascondere una incapacita’ amministrativa nonche’ istituzionale ormai palese. Dopo Tassone (ex-presidente del Municipio, oggi agli arresti per appalti sul verde in favore di Buzzi) ci mancava l’impiccio di un magistrato in aspettativa scelto per Marino dal Consiglio Superiore della Magistratura. Sabella ha adoperato il protocollo d’intesa sottoscritto il 20 Giugno 2012 tra Graziano Delrio, Presidente dell’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) con il Ministro della Giustizia, Paola Severino, e Giovanni Tamburino, Capo del DAP, Dipartimento delle Amministrazioni Penitenziarie” – lo dichiara il Comitato Civico 2013. 

“Sabella però sembra non aver tenuto conto della nota di risposta del Ministero della Giustizia-Dap con la quale il 29 novembre 2013 si è ben specificata la distinzione tra il lavoro di pubblica utilità, di cui all’art. 54 del decreto legislativo 28 agosto 2000 – n. 274, e il lavoro all’esterno, nella ulteriore formulazione del comma 4- ter all’art. 21 della L. 354/75 – prosegue il Comitato -. In altre parole, fino a quando non sarà pubblica la convenzione firmata con il Ministero della Giustizia (allegato A o allegato B, non si capisce) e non sarà reso pubblico l’impegno di spesa a carico del Comune di Roma, resterà poco chiaro se Sabella abbia operato in termini di legge (p.es., chi ha firmato la convenzione per il Comune di Roma riguardo a opere da svolgersi nel Municipio X che ha, per il verde, il decentramento amministrativo?)”.

“Nell’attesa che Sabella decida di rendere trasparente la sua azione amministrativa, il Comitato Civico 2013 presenterà un esposto alla Procura di Roma e alla Corte dei Conti.Per quanto concerne il protocollo d’intesa, i detenuti possono essere impegnati in progetti direttamente dai Comuni come prestatori di lavoro occasionale di tipo accessorio. Per prestazioni di lavoro accessorio si intendono attività lavorative di natura meramente occasionale che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti a compensi superiori a 5.000,00 euro nel corso di un anno solare. Grazie alla modifica dell’art. 70 D. Lgs. 276/2003 introdotta dall’ Articolo 1 Comma 32 e 33 della Legge 92/2012 le prestazioni di lavoro accessorio possono essere rese anche dagli Enti Locali. In questo modo dunque i Comuni si trasformano praticamente in colonie penali. Le prestazioni di lavoro accessorio vengono retribuite mediante i cosiddetti voucher o buoni lavoro”.

“Ciascun voucher è dell’importo lordo di 10 euro: al lavoratore vanno 7,50 euro netti mentre 2,50 euro sono per Inail e altri oneri previsti dalla normativa vigente. Ma quali progetti possono essere approvati? Interventi straordinari per la riqualificazione di aree e la realizzazione di nuovi servizi per le comunità locali. Interventi spesso necessari, ma non attivati per la progressiva riduzione delle risorse disponibili e per la rigidità delle procedure. Insomma, se il Comune non ha i soldi ci pensa lo Stato, tramite il Ministro di Giustizia, inviando i detenuti. Crollano così le attività delle cooperative sociali, crolla così ogni programmazione, crolla così ogni forma di appalto, perché tutto si risolve ancora una volta con la somma urgenza. Ben venga il recupero di detenuti ed internati, ma non a discapito dei dipendenti comunali o di progetti di pubblica utilità in favore della collettività” – conclude la nota del Comitato.

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