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Consiglio Comunale a vuoto per l’assenza dei consiglieri di maggioranza

Il consigliere Abate: "Questa maggioranza è coesa soltanto per disertare il consiglio comunale e danneggiare i cittadini" 

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Il Faro on line – Sempre più deluso si mostra Fabrizio Acquarelli presidente del consiglio comunale che, da quando è stato eletto è riuscito a portare a termine soltanto un’assise, solo perchè non votando il bilancio sarebbero andati tutti a nuove elezioni e questo e’ un fatto che mette in agitazione i consiglieri consapevoli che questa per loro e’ l’ultima volta che siederanno in un un’assise consiliare, consapevoli che in oltre tre anni dalle elezioni non hanno prodotto nulla per il popolo se non un beneficio personale del loro narcisismo. Quel narcisismo che il compianto consigliere comunale della prima repubblica Mario Acquarelli genitore dell’attuale presidente del consiglio chiamava la sete di narcisismo  “la sete del pennacchio”.

Purtroppo anche questo consiglio comunale è andato deserto, tanto che dopo la prima chiama Acquarelli ha abbandonato l’aula lasciando che la seconda chiama fosse fatta dal vice presidente Antonino Abate, che constatato la mancanza del numero legale per l’assenza dei consiglieri di maggioranza ha dichiarato chiusa per mancanza di numero legale l’assise.

Il consigliere Abate sentito telefonicamente ci ha detto; “l’intervista gliela rilascio soltanto se scrive testualmente quanto dichiaro, ci tengo che si sappia che sono dei buffoni, disinteressati al bene del paese, conigli che scappano per non assumersi le responsabilità che il loro ruolo richiede, l’incapacità di mantenere quanto hanno promesso in campagna elettorale.
Sono degli assassini della democrazia, dei ladri di voti, degli incapaci che hanno distrutto ed affamato un paese, bloccato ogni attività comunale, commerciale, creando disparità tra i cittadini e favorendo l’abuso commerciale”.

Il vice presidente prosegue: “questa maggioranza, è coesa soltanto per disertare il consiglio comunale, danneggiare i cittadini e far spendere i soldi pubblici per pagare stipendi e straordinari ai dipendenti comunali impegnati in una assise che non si svolge. Prima liberano il paese dalla loro presenza, prima il popolo sarà libero di riandare alle elezioni e questa volta mi auguro che prima di votare riflettano”. 

Luigi Centore

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